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Ieri il Consiglio regionale del Piemonte ha bocciato un emendamento che rifinanziava per il 2012 il fondo regionale per le aree montane e che avrebbe dato un po’ di respiro a tutti i comuni montani. Dopo quest’ennesimo taglio non si capisce quale sia il disegno complessivo della Regione o, meglio, ci sembra che l’unico intento [...] Leggi tutto
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Alessandro Papini @papini ?

attivo 2 mesi, 1 settimana fa
  • Alessandro Papini ha scritto un aggiornamento nel gruppo AvatarInformaVB:
    2 mesi, 1 settimana fa · Vedi

    Tra 5 giorni (sabato 17) sarà organizzato un banchetto a Intra per discutere sulla tragica situazione in cui Cota e la Lega hanno gettato i Serv. Soc. della nostra provincia (perchè è di ciò che il sito si deve occupare).
    Lo stiamo dicendoin vatri modi ma sul blog cittadino del PD nulla. Tomba.
    Eppure Diego Brignoli ha scritto un ottimo intervento in proposito. Ma perchè nel sito ufficiale non ne troviamo traccia????? Perchè devo leggerne i pensieri solo (e sottolineo il solo) sull’ottima newsletter VB70
    Eppure Diego è un iscritto al PD (del vco e di verbania) eppure è il miglior titolato ad esprimersi in quanto presidente del consorzio dei servizi sociali del verbano.
    ma sul sito il nulla, almeno nel blog cittadino.
    Allora è facile porvi rimedio: incollo copia dell’articolo. Buona lettura a tutti e spero di vedervi numerosi sabato al banchetto.

    I Consorzi tra incertezze e speranze:
    (di Diego BRIGNOLI)
    Il futuro dei rev. soc. è minato da profonde incerte Il futuro dei serv. soc. è minato da profonde incertezze; a preoccupare soprattutto è l’incertezza circa l’attribuzione delle risorse per l’anno in corso. Risorse che gli Enti Gestori utilizzano per assicurare ai cittadini servizi fondamentali quali servizi domiciliari, inserimenti in strutture residenziali e semiresidenziali per anziani e disabili, interventi per minori e famiglie, servizi di tutela per minori maltrattati e abusati, sostegni di contrasto alla povertà nonché numerosi altri servizi imprescindibili per la parte più debole e vulnerabile della popolazione.

    Nel disegno di legge di bilancio della Regione Piemonte per il 2012 alla voce Politiche Sociali sono iscritte risorse pari al 49% di quelle assegnate nel 2011. A fronte di un trasferimento ai Soggetti Gestori delle Politiche Sociali di 138 milioni di Euro nel 2011, dopo un iniziale stanziamento di 36 milioni, per il 2012 la Giunta regionale ha poi comunicato la disponibilità ad un trasferimento di risorse per circa 86/90 mln (= diminuzione del 35%). I fondi aggiuntivi deriverebbero da risparmi sulla sanità. Il Comune di Torino ha raggiunto un ‘intesa per un trasferimento minimo di 25 milioni rispetto ai 30 dell’anno precedente (-17%). Subito è stato da più parti richiesto che anche per gli altri Enti la diminuzione fosse al massimo di quella entità e non superiore

    La scorsa settimana è apparsa la notizia di un maggiore assegnazione per la Regione Piemonte sul Fondo Sanitario Nazionale di 108 milioni. Alla richiesta inoltrata di una conseguente adeguata integrazione di risorse a favore delle Pol. Sociali il 5 marzo si è riunita la IV commissione consiliare. Non abbiamo al momento notizie ufficiali ma parrebbe che non siano state definite attribuzioni di nuove risorse. Nel frattempo i presidenti degli Enti gestori erano riuniti per una discussione incentrata sull’esigenza di fare fronte comune nelle richieste alla Regione Piemonte. Già sono ventilate nuove forme di protesta.

    Il Consorzio Servizi Sociali del Verbano (CSSV), così come la maggior parte degli Enti, in attesa di comunicazioni chiare, sta elaborando ipotesi diverse circa il bilancio preventivo per l’anno in corso. Si spera di poter definire una proposta da sottoporre all’Assemblea dei Sindaci nel corso del prossimo CdA. Si spera soprattutto di non dover essere costretti ad assumere drastiche misure di riduzione dei servizi che avrebbero come ulteriore aggravante una preoccupante ricaduta occupazionale.

    Sul fronte istituzionale l’incertezza e la confusione regnano sovrani.

    - lunedì 5 febbraio, Torino, nel corso di un incontro tra enti in scadenza quest’anno (il nostro scade il 30 settembre) i rappresentanti dell’UNCEM ci comunicano il “suggerimento” dell’Assessore Maccanti: seguire l’esempio del CISS Cusio (nomina di un commissario liquidatore) in attesa di maggiori chiarezze;

    - martedì 6 febbraio, Roma, la sottosegretario Guerra nell’incontro con la rappresentanza degli Enti Piemontesi si impegna personalmente a “dar voce” alla richiesta di risorse e a “farsi parte attiva” per la salvaguardia dei consorzi;

    - venerdì 9 febbraio, viene inviata dalla Regione una nota a firma del Direttore Generale per le politiche sociali d.ssa Vitale: “…considerata l’imminente scadenza del CdA si chiede di voler informare la scrivete Direzione sulle scelte e sulle iniziative che verranno intraprese. Si fa presente che la comunicazione delle diverse scelte messe in campo dai sopprimendi consorzi è indispensabile al fine del corretto svolgimento dei rapporti economico finanziari con questa direzione”;

    - martedì 6 marzo, l’On. Livia Turco, dopo un’importante azione trasversale di coinvolgimento di parlamentari di diversa area politica, nonostante il sostegno della sottosegretario Guerra, si vede respingere dalla Commissione Affari Costituzionali l’emendamento proposto per la salvaguardia dei Consorzi Socio Assistenziali.

    Tinte fosche dunque, ma, forse, si comincia ad intravedere qualche timido segnale di speranza. Pare stia nascendo una maggior sensibilità in tutta la Regione. Nel corso della ricordata riunione della IV Commissione si è registrata una nuova importante consapevolezza circa la criticità della questione da parte di tutti i componenti la commissione (Assessore Monferino in testa) tanto di maggioranza quanto di opposizione. Anche nel VCO, a sostegno dei servizi sociali, si è costituito un COMITATO spontaneo di cittadini (lavoratori, genitori di persone con disabilità, associazioni) che si chiama COMITATO ART. 38. È infine di queste ore la convocazione per i primi giorni della prossima settimana di un incontro con i vertici regionali di una delegazione dei Consorzi

    Diventa forse realizzabile l’auspicio di riuscire finalmente a far “fronte comune” su di un tema per il quale è indispensabile trovare convergenze. La legge regionale 1 del 2004 dispone che “la regione concorre al finanziamento del sistema integrato di interventi e servizi sociali attraverso specifiche risorse” (art 35 comma 4), risorse che “sono almeno pari a quelle dell’anno precedente incrementato del tasso di inflazione programmato” (art 35, comma 6)
    Pur sorvolando (si fa per dire) sulla questione economica, interpretare quel “concorre” come “è funzione dei comuni, se ne occupino loro” rischia di far crollare il sistema, rischia di far pesare sulle casse ormai esangui dei comuni il grosso della partita, rischia di creare intollerabili differenze di trattamento tra residenti di Comuni diversi. Far dipendere poi le risorse da eventuali risparmi sulla sanità pone la questione di un assurdo finanziamento (quanto mai precario e incerto) derivato da risorse originariamente destinate a un altro servizio delicatissimo e fragile.

    In chiusura vale la pena ricordare l’art. 38 (quello cui si ispira il neonato comitato) della Costituzione Italiana: “Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. L’assistenza privata è libera

  • Alessandro Papini ha scritto un aggiornamento nel gruppo AvatarInformaVB:
    2 mesi, 1 settimana fa · Vedi

    vorrei invitarvi alla lettura di una breve analisi condotta da Negroni Roberto sul questionario che l’amministrazione comunale ha inteso inviare a 1600 cittadini per alcune ”delucudazioni” sul proprio operato. a mio avviso altro non è che bieca propaganda, ma giudicate voi.

    Alpinisti in ciabatte:
    “In montagna si va con gli scarponi”, diceva mia nonna, che se ne intendeva. Niente scarpette da ginnastica, niente scarpe da lavoro o della festa: scarponi. Così come quando piove si usa l’ombrello e per mangiare la forchetta; perché ogni attività richiede lo strumento giusto; perché soltanto con lo strumento giusto un’attività si può non solo avviare, ma pure portare decentemente a termine.

    Sembra che quest’elementare consapevolezza stenti a trovare permanente collocazione tra gli attuali amministratori di Verbania, che quando piove propendono per il pigiama, spesso mangiano con le mani ed in montagna ci vanno in ciabatte. Mirabile esempio ne è l’ormai famoso questionario che l’Amministrazione invia a 1600 famiglie. Il questionario, come più o meno tutti sanno, è uno strumento della ricerca sociale o sociologica, delle indagini demoscopiche, utilizzato per sondare (sondaggio) una popolazione in merito a questioni problematiche; a quello serve, non ad altro. È una particolare forma di intervista, formalizzata e strutturata al fine di sottoporre un ampio numero di persone ad un colloquio standard, cioè per tutti uguale. Formalizzazione e standardizzazione consentono di ridurre la platea degli intervistati: invece che rivolgersi a tutti, si può ridurre il numero, costruendo un campione ridotto di persone da intervistare che rispetti le caratteristiche principali dell’intera popolazione interessata; realizzando cioè, direbbe un addetto ai lavori, un campione statistico rappresentativo dell’universo. A questo serve un questionario, non ad altro; come l’ombrello serve quando piove e la forchetta quando si mangia, il questionario serve quando si fa un’indagine su campione statistico.

    Nei giorni scorsi il Sindaco di Verbania ha solennemente annunciato l’invio di 1600 questionari ad altrettante famiglie, ma non per un’indagine statistica, solo per “sentire il polso della situazione”, per raccogliere qualche spunto; cioè infila si gli scarponi, ma non per andare in montagna, per andare in cantina. Si inviano 1600 questionari, che significa interpellare più del 5% della popolazione residente (non l’11% come riportato dalla stampa) o il 9% dei nuclei familiari, cui poi si aggiungeranno coloro che accoglieranno l’invito, generosamente indirizzato oves et boves, a scaricare e compilare il testo dal portale municipale. Ma perché non comporre un campione statistico della popolazione almeno sulla base di alcune principali variabili (sesso, età, composizione familiare, zona di residenza, ad esempio)? Con quei numeri un campione rappresentativo con un buon grado di affidabilità si può fare tranquillamente e non è certo operazione che richieda luminari della statistica o della matematica. Perché mettere in piedi un’operazione complessa e comunque onerosa, ma che non permetterà di portare a casa alcun risultato apprezzabile, quando con un piccolo sforzo in più si poteva allestire un’operazione metodologicamente corretta e ottenere risultati attendibili?

    Qualunque sarà il ritorno di questa operazione, il risultato prodotto non potrà avere né l’affidabilità né l’attendibilità utile ad orientare l’attività amministrativa; vi è anzi il rischio che la possa depistare, perché le risposte riferiranno opinioni o troppo eterogenee e casuali, perché sganciate da ogni intento di rappresentare l’intera popolazione verbanese, o, al contrario, troppo omogenee ed orientate, perché più rappresentative di una parte che di altre. Come vengono infatti scelti quei 1600 nominativi? pescandoli a caso nel calderone dell’anagrafe comunale o sulla base di un qualsiasi criterio non statisticamente controllato? In entrambi i casi il risultato è fin d’ora certo, checché poi se ne dirà: nessuna concreta utilità ai fini dell’attività amministrativa e per la città.

    Senza entrare nel merito dei contenuti del questionario e degli argomenti che affronta (già altri l’hanno fatto), limitandoci agli aspetti di metodo, qualche osservazione merita pure la composizione di quel testo. Comporre un questionario capace di rispondere alle indispensabili esigenze di chiarezza, di informazione esaustiva, di capacità motivazionale e di neutralità espositiva è compito tutt’altro che semplice, perché significa prefigurare il corretto percorso ed il corretto sviluppo di un’intervista, cioè di un colloquio, che però, in casi come questo, avverrà in assenza di uno dei due interlocutori, l’intervistatore. Qui improvvisazione e dilettantismo sono rischi micidiali; malgrado la diffusa sottovalutazione, in questa operazione consapevolezza e conoscenza metodologica sono indispensabili. Il rischio di produrre strumenti insufficienti, inadeguati, disorientanti o distorcenti è davvero elevato. Il questionario scaricabile dal portale comunale è purtroppo l’ennesimo esempio di un deleterio fai da te, che assomma un campionario da manuale di quanto andrebbe accuratamente evitato: insufficienza o parzialità informativa, imprecisione lessicale, ambiguità espositiva, formulazioni suggestive (intenzionalmente o meno orientanti le risposte), grafica ostile, ed una complessiva disomogeneità strutturale. Insomma, se con lo pseudo campione si mettevano gli scarponi per andare in cantina, qui invece per la montagna si parte, ma in ciabatte.

    La comunicazione istituzionale, la ricerca di consenso ed il marketing politico sono tutte rispettabilissime attività che hanno i loro canali e, soprattutto, i loro strumenti, così come la ricerca sociale ha i suoi, ma poco o nulla hanno a che fare tra loro e tanto meno con ibridi che, come il mulo, potranno anche ragliare ma sono sterili. Se è vero che il diavolo si nasconde nei dettagli, questo episodio, tutto sommato secondario nella vita dell’attuale amministrazione, è rivelatore di un buon numero di quei fattori di debolezza e fragilità che frequentemente vengono attribuiti a questa compagine: la tendenza a produrre un fumo non sempre giustificato da un sottostante arrosto, il gusto per sortite rodomontesche prive di concreto seguito, l’ostinazione nel sostenere scelte di cui si stenta a comprendere fondamento ed utilità, un’insicurezza rispetto alle proprie linee di azione ed alle proprie scelte, il ricorso ad un auto riconoscimento di meriti che sembra supplire la consapevolezza di un deficit di leadership di autorevolezza e di risultati, il bisogno di rassicurarsi del permanere di un consenso che scacci l’ombra di crescenti delusioni.

    ( PS: grazie al VB70 di Claudio Zanotti ed allo sforzo di Roberto Negroni per l’analisi. ndr)

  • Alessandro Papini ha scritto un aggiornamento nel gruppo AvatarInformaVB:
    2 mesi, 3 settimane fa · Vedi

    Ecco che arrivano le prime trovate. La montagna ha come sempre partorito il topolino: L’idea geniale del nuovo assessore al turismo ma soprattutto ai grandi eventi ha dichiarato che bisogna eliminare il corso fiorito (penultimo evento rimastoa alla città). Rimane solo il palio remiero già ristrutturato al meglio: viva la miss!!!!

    ….

    Per fortuna che ci spiega che le trattative per il parco acquatico al posto di acetati continuano e a gonfie vele…. forse l’attrattiva principale sarà la fonte a 41 gradi C°…… all’arsenico.

    Siamo messi veramente bene.

  • Alessandro Papini ha scritto un aggiornamento nel gruppo AvatarInformaVB:
    3 mesi, 1 settimana fa · Vedi

    i giorni passano, la stagione turistica è alle porte, non per eufemistico allarmismo ma qui da noi (forse l’amministrazione verbanese non se lo ricorda perchè gli alberghi aprono molto più tardi e i senatori sono occupati dalle primavere romane) inizia con le fioriture delle acidofile (vero vanto del territorio) per le quali siamo famosi ben oltre i nostri confini nazionali.
    Abbiamo cambiato (subito) l’assessore al turismo perchè la città necessita assolutamente di uno scossone per rilanciare l’unica leva economica che ci spetta per volontà divina?
    Ebbene nulla si è saputo della magica ricetta a poco più di un mese dal via alle danze.
    Se speriamo di ridurre l’offerta turistica ai soli mesi estivi, se crediamo nel ripetersi di una non piovosità da luglio ad ottobre inoltrato con temperature miracolose come quelle dello scorso anno, allora non abbiamo capito nulla.
    Se la mirabolante ricetta altro non sarà che: ”speriamo il Signore ci assista come lo scorso anno”….. che lo stesso Signore ci salvi facendo piovere alborelle dal cielo, così saremo famosi ed almeno si ridarà spolvero alle cooperative di pescatori del golfo.

  • Alessandro Papini è entrato nel gruppo
    AvatarInformaVB
    1 anno, 1 mese fa · Vedi

  • Alessandro Papini ha lasciato un commento all’articolo
    Difendiamo il VCO!
    1 anno, 1 mese fa · Vedi

    E’ un incontro molto interessante, però mi risulta alquanto singolare che la CISL ora caldeggi questo invito al punto da chiedere alla comunicazione ufficiale del partito (quale è il portale in oggetto) di rendersi amplificatore delle loro ricerche di platea. più o meno un anno addietro eravamo in piena campagna elettorale e quando la nostra [...]