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È SUCCESSO / SUCCEDERÀ

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Ieri il Consiglio regionale del Piemonte ha bocciato un emendamento che rifinanziava per il 2012 il fondo regionale per le aree montane e che avrebbe dato un po’ di respiro a tutti i comuni montani. Dopo quest’ennesimo taglio non si capisce quale sia il disegno complessivo della Regione o, meglio, ci sembra che l’unico intento [...] Leggi tutto
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la nuvola

In archivio per perché, per cosa…

Il centro destra ha approvato nei mesi scorsi in giunta regionale, con un ritardo di oltre un anno e tre mesi rispetto alle promesse iniziali di Cota, il Piano Socio Sanitario Regionale 2011- 2015.
Piano che più volte abbiamo criticato come PD e al quale abbiamo presentato proposte ed idee alternative. Potete leggere e consultare il documento regionale cliccando qui l’ultima versione arrivata in questi giorni del Piano socio sanitario regionale 2012-2015 (236)

A pochi giorni dalle polemiche in merito al bando sullo spazio giovanile il Kantiere, apprendiamo che l’amministrazione comunale di Verbania ha deciso di dare un nuovo “segnale” di attenzione ai giovani della città, annullando il bando di gara per il servizio Informagiovani a Verbania.
Ricordiamo che già in estate il servizio Informagiovani presso la biblioteca civica era stato chiuso, e l’assessore competente aveva promesso a metà settembre la ripresa del servizio e lo svolgimento della gara per l’affidamento del servizio.
Il servizio è in effetti ripreso, anche se solo da metà ottobre, e la gara per il rinnovo del bando è stata fatta con la partecipazione di soggetti interessati alla gestione del servizio.
Fatto clamoroso è invece la decisione dell’amministrazione comunale a metà gennaio, dopo mesi di ritardo, di annullare il bando di fatto già svolto e con le buste dei partecipanti già arrivate in Comune.
Il motivo di questa scelta? I fondi destinati allo sportello Informagiovani non ci sono più perchè dirottati da un’altra parte.
Una scelta incredibile per una cosa “mai vista”, ovvero un bando fatto e poi cancellato su un capitolo di bilancio in cui soldi erano presenti.
Sorvoliamo sull’assurdità di svolgere un bando senza poi assegnarlo ma quello che conta, purtroppo, è che di fatto non esiste più in bilancio la somma di 32 mila euro per l’Informagiovani e che, se ci aggiungiamo il taglio degli 8 mila euro per il bando del Kantiere, fanno 40 mila euro in meno per il bilancio delle politiche giovanili nel 2012.
Insomma la percentuale che Verbania dedica ai giovani è oggi lo 0,05% delle uscite correnti!
E se le risorse sono poche ci chiediamo se l’assessorato alle politiche giovanili, con i suoi assessori (ben 4 diversi in questo ciclo amministrativo), abbia mai messo in campo progetti per avere ed ottenere risorse dalla Regione Piemonte, dai bandi delle varie Fondazioni, dai progetti Inter. Reg ecc.
Per “fortuna” che a livello nazionale il governo Monti afferma che l’attenzione alle giovani generazioni è una priorità nazionale.
A Verbania un servizio che funzionava ed utile alle nuove generazioni, creato dalle giunte di centro sinistra, viene con un colpo di spugna di fatto cancellato.
Lo sportello, da quello che sappiamo, va avanti con del personale interno dell’amministrazione che però, ognuno può facilmente intuire, non avrà quelle caratteristiche e competenze che uno sportello Informagiovani deve avere.
Ovviamente la richiesta che facciamo è quella di riattivare subito il capitolo di bilancio perché questi fondi siano usati ed investiti in politiche per i giovani della città.

articolo di Alberto Nobili

PD Ufficio Stampa

Aldo Reschigna

Il presidente della regione Cota sta preparando una brutta sorpresa agli enti locali, alle imprese e alle associazioni dei consumatori che oggi incontrerà per illustrare la situazione dei finanziamenti regionali al trasporto locale. Una sorpresa - afferma il capogruppo in regione del PD Aldo Reschignache avrà pesantissime conseguenze anche sui cittadini piemontesi.
L’attesa di un taglio del 15% dei finanziamenti rispetto al 2010, già ventilato nelle scorse settimane, è solo una speranza ottimistica. Il taglio reale infatti - continua Reschigna – contenuto in una bozza di delibera regionale recentemente predisposta, sarà del 23% per il 2012, con decorrenza dal prossimo primo aprile.
Una vera e propria mazzata per le imprese e i lavoratori che operano nel settore, e anche per i cittadini che vedranno tagliati servizi indispensabili per la vita quotidiana.
Un solo esempio, quello di GTT e del servizio sull’area metropolitana torinese: il taglio porterà con sé una prevedibile riduzione di 14 milioni di km sui 55 milioni attualmente percorsi, di una corsa su quattro e un esubero di circa 670 autisti.
Sono dati per noi inaccettabili. E’ necessario - conclude Reschigna -  trovare le risposte indispensabili perché il settore non sia penalizzato in un modo così pesante. Non si può infatti discutere di incentivi alle imprese, e poi tagliare un settore che per numero di addetti e per servizi resi ha una così grande importanza sociale.
Per questo ci aspettiamo che al più presto in Consiglio regionale l’assessore competente Bonino venga a illustrarci la situazione reale. Da parte nostra avvieremo una campagna di informazione della cittadinanza su quanto intende fare la Giunta regionale, che contrasteremo nel nostro ruolo di opposizione in tutte le sedi istituzionali.

PD VCO
Ufficio Stampa

Il gruppo regionale del Pd, con  il consigliere Mino Taricco, ha presentato una interrogazione con risposta immediata per sapere cosa intende fare la Giunta regionale di fronte alla situazione finanziaria di grande crisi in cui versano i consorzi socio-assistenziali e conseguentemente tutta l’assistenza piemontese.
“L’abnorme situazione creditoria dei consorzi socio-assistenziali nei confronti della Regione e delle aziende sanitarie locali sta condizionando pesantemente l’attività dei consorzi stessi e, soprattutto, sta conducendo al dissesto economico il sistema dei fornitori di servizi e prestazioni a fasce di popolazione di per se stesse già deboli e vulnerabili”, scrive Taricco.
“I dati sui tempi dei pagamenti dovuti da parte della Regione Piemonte ai consorzi socio assistenziali piemontesi fotografano con precisione la serietà della situazione: infatti, nel biennio 2010-2011, i pagamenti effettivamente effettuati non superano il 65 per cento di quanto liquidato (i consorzi di fatto attendono ancora il pagamento di oltre 31 milioni per l’anno 2010 e di oltre 18 milioni per il 2011)”.
“E’ necessario un intervento immediato se non si vuole lo strangolamento dei consorzi e delle aziende fornitrici, tenuto conto che gli stessi consorzi hanno già subìto, nel 2011, una pesante decurtazione di risorse rispetto agli anni precedenti e tale situazione è ulteriormente aggravata dai notevoli ritardi nei pagamenti”.
“Cota faccia la sua parte e in fretta”, conclude Taricco, “proceda ad un’immediata erogazione di risorse ricorrendo, se necessario, ad uno specifico fondo di anticipazione presso Finpiemonte s.p.a., come per altro già avvenuto per altri settori”.

PD VCO
Ufficio Stampa

La Commissione sanità tenutasi ieri ha rivelato la sempre più grande distanza che siamo costretti a registrare tra le affermazioni di principio dell’assessore Monferino sulla riforma sanitaria e la proposta concreta.
Abbiamo ben presente la determinazione con cui l’assessore ha più volte ribadito la necessità di politiche coerenti con la forte riduzione di trasferimenti di risorse da parte dello Stato, superando le incrostazioni di interessi locali per ridisegnare una sanità incentrata solo sulla compatibilità finanziaria e l’interesse dei cittadini che ne fruiscono. Ricordiamo la sua ostinata affermazione di sentirsi solo un tecnico, lontano dalle pratiche della politica anche nell’esercizio di una funzione eminentemente politica come quella dell’assessore.
I suoi comportamenti però lo smentiscono clamorosamente, e ieri ne abbiamo avuto la controprova. La tabella di classificazione degli ospedali presentata in Commissione è stata modificata dal mattino al pomeriggio in modo significativo. Alcuni esempi:  gli ospedali Maria Vittoria e Amedeo di Savoia di Torino, che in mattinata erano classificati ospedale cardine, nel pomeriggio sono diventati ospedale Hub, non si capisce bene in base a quale criterio tecnico. Con il risultato che nel torinese ci sono più ospedali hub che cardine.
Un altro esempio riguarda l’ospedale Maggiore di Novara, il secondo in Piemonte per grandezza e importante, che in mattinata era ospedale Hub e nel pomeriggio lo restava solo in compartecipazione con il sant’Andrea di Vercelli, un ospedale di tutt’altra dimensione. L’ospedale di Borgosesia, poi, al mattino era ospedale territoriale, per trasformarsi nel pomeriggio in ospedale cardine. Lo stesso ospedale che in almeno 4 delibere di Giunta era considerato territoriale, dotato di pronto soccorso, e che ora come cardine deve essere dotato di Dea.
Sono operazioni che, invece di un contenimento dei costi, portano con sè  un aggravio. E’ evidente che ancora una volta gli interessi particolari e le pressioni politiche locali del centrodestra hanno avuto il sopravvento, vanificando la coerenza del ridisegno della sanità sulla base del risparmio, dell’efficienza, della qualità del servizio, della compatibilità finanziaria. Un esempio della peggior politica che sta avendo come interprete proprio quell’assessore che si diceva lontano dalla politica e dalle sue degenerazioni.
Con che faccia si chiedono ora sacrifici ai cittadini e ai territori, quando gli stessi sacrifici si abbuonano a quei territori che hanno qualche santo nella maggioranza di centrodestra? Ci aspettiamo una risposta concreta, non le solite affermazioni di principio che a questo punto suonerebbero solo false e irridenti.
Aldo Reschigna
Presidente Gruppo Regionale Pd

Aldo Reschigna

All’insegna de “la confusione regna sovrana”, oggi (martedì 17 gennaio) la Giunta regionale ha varato un disegno di legge che affida la gestione delle politiche sociali alle Asl, esautorando di fatto i comuni. Un disegno di legge che si aggiunge a quello dell’assessore Maccanti sul riordino dei poteri locali, provvedimento che l’assessore sta presentando in giro per il Piemonte in questi giorni, e che sostiene che la responsabilità delle politiche sociali è in capo ai comuni. Cioè l’esatto contrario.
Proprio la settimana scorsa, inoltre, l’assessore Maccanti ha annunciato i finanziamenti alle forme associative dei comuni (unioni di comuni, comunità montane e comunità collinari) su un bando pubblicato due mesi fa. In quel bando viene considerato un punteggio prioritario per quei comuni che all’interno delle forme associative attuano la gestione delle politiche sociali.
Lo stesso assessore Monferino, nelle settimane scorse, aveva dichiarato che era un errore affidare alle Asl la gestione delle politiche sociali, perché ciò avrebbe determinato un progressivo disimpegno da parte dei Comuni in termini di messa a disposizione delle risorse economiche per le politiche sociali.
E il presidente Cota in questi giorni continua a ripetere che i tagli sul bilancio delle politiche sociali (-100 mln euro sul 2012) sono dovuti al fatto che la Regione non può più surrogare la responsabilità e la competenza dei comuni.
A chi dobbiamo dar retta?
Noi siamo contrari a questa scelta e ci apprestiamo a una dura battaglia contro l’impostazione che la Giunta regionale dà sulle politiche sociali, sia sulla forte riduzione delle risorse, sia sul trasferimento delle competenze alle Asl. Lo faremo con la stessa linearità e convinzione con cui abbiamo combattuto il disegno fallito di chi voleva riorganizzare la sanità sulla testa dei piemontesi.
dichiarazione di Aldo Reschigna,
capogruppo PD in consiglio regionale

I leghisti sono anche pronti a lasciare la maggioranza: “Il sindaco Giro ci ha minacciati di buttarci fuori – dice Campanini segretario provinciale della lega Nord – ma non c’è problema, ce ne possiamo benissimo andare noi. Non è un problema, faremo opposizione”.
Chiaro il pensiero dei leghisti: “Non vogliamo essere ricordati per il piano regolatore e per gli eventi. Anche i festeggiamenti per il centenario di Gravellona in questo momento di crisi ci sembrano ridicoli, ci vuole più sobrietà pur trattandosi di una ricorrenza importante”. Campanini lamenta anche la mancanza di un interlocutore: “Il Pdl a Gravellona non ha un coordinatore cittadino, il sindaco decide tanto, anche troppo. Va bene che ha i numeri per governare, ma ci vuole anche il rispetto degli alleati”.
Un incontro con il sindaco per stilare un cronoprogramma sugli interventi da realizzare  nei prossimi due anni. E’ questa la richiesta della Lega Nord di Gravellona Toce al primo cittadino Massimo Giro. “Non siamo soddisfatti di quanto è stato realizzato in questa prima metà di mandato – dice il segretario provinciale del Carroccio Marco Campanini -. Non è stato rispettato il programma elettorale: il palazzetto non è stato portato a termine, il progetto dell’Isolone è rimasto lettera morta. Casa Vitali doveva diventare la sede della protezione civile, ora sembra che sarà venduta”.
Dai mass media locali (Tele VCO)

Enrico Borghi

“Da anni in Italia non si assisteva più a un presidente del Consiglio che in un discorso ufficiale facesse esplicito riferimento alla montagna, al suo territorio e alla sua popolazione. E il fatto che lo abbia voluto fare in un passaggio in cui enumerava le qualità italiane è particolarmente significativo”.
Così Enrico Borghi, sindaco di Vogogna (Verbania) e responsabile Anci per le politiche della montagna esprime la sua soddisfazione per le parole del premier Mario Monti che, nel suo discorso del 7 gennaio a Reggio Emilia nell’ambito dei festeggiamenti del 215/mo anniversario della bandiera italiana, ha fatto riferimento alle montagne italiane affermando che “abbiamo un territorio presidiato in ogni punto del Paese, nonostante il 54% di esso sia montano e raccolga solo il 20% della popolazione”.
Il passaggio alle aree montane, ricorda Borghi, è intervenuto in un momento cruciale del discorso, quello dedicato alle capacità di adattamento e di rilancio dell’Italia: “il ‘gap’ di competitività dell’Italia rispetto al resto d’Europa esiste” ha affermato il Presidente Monti, aggiungendo che “esiste anche una forza e una vitalità della società e dell’economia italiana che hanno reso il nostro Paese molto flessibile, capace di adattamento”.
“Certamente – rileva Borghi – il fatto che il territorio italiano oggi sia presidiato nonostante la sua complessità è grazie al lavoro e all’abnegazione di tanti italiani, e grazie alla presenza capillare di tanti piccoli Comuni montani, nei quali lo spirito di sussidiarietà di migliaia di amministratori volontari consente di colmare il gap infrastrutturale e gli handicap geomorfologici permanenti.
Questi Comuni montani negli anni – prosegue l’esponente dell’Anci – si sono aggregati in Comunità Montane, e oggi sono pronti alla trasformazione nelle nuove Unioni Montane dei Comuni per essere al passo con la modernizzazione e la trasformazione istituzionale del Paese, e necessitano di politiche specifiche che ci auguriamo dopo le importanti parole del Presidente del Consiglio possano tornare nell’agenda del Governo, ad iniziare – auspica Borghi in conclusione – dalla prima riunione della Commissione Stato-Regioni-Enti Locali prevista per mercoledì a Roma”.

alpe Devero

E’ di venerdì 7 gennaio l’intervista apparsa nelle pagine locali del quotidiano “La Stampa” del neo presidente del Parco regionale Veglia Devero Valle Antrona.
Al di là di alcune affermazioni sulle quali vorremo evitare di ribattere, ma che cogliamo con un po’ di meraviglia, come quando il geometra Uttini elenca tra i suoi meriti per l’avvenuta  nomina a Presidente del  Parco regionale quello di essere da quattro anni presidente dello sci club valligiano, vogliamo porre l’attenzione dei media e dei cittadini,  sull’ultima affermazione del Presidente quando dice che il suo compenso, a causa della legge approvata dalla giunta Bresso, sarà di 1000 euro netti.
Letto ciò, ci siamo ricordati di un articolo apparso sempre sullo stesso quotidiano lo scorso 11 dicembre, nel quale, il Presidente Cattaneo, a risposta di un nostro comunicato stampa sempre al riguardo, affermava che quanto ai compensi il problema non esisteva: “Si tratta di cariche territoriali. Pertanto, in base alla legge “Salva Italia”, varata in questi giorni da Monti, queste sono cariche onorifiche per le quali sono stati cancellati i compensi”. Crediamo che il Presidente del Consiglio regionale si riferisse all’art. 22, capo III, del decreto poi tramutato in legge, che cita testualmente:” La titolarità di qualsiasi carica, ufficio o organo di natura elettiva di un ente territoriale non previsto dalla Costituzione è a titolo esclusivamente onorifico e non può essere fonte di alcuna forma di remunerazione, indennità o gettone di presenza, con esclusione dei comuni di cui all’articolo 2, comma 186, lettera b), della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni”.
Lasciamo perdere se un simile corrispettivo sia adeguato oppure no alle mansioni e alle responsabilità, non è questo l’oggetto del comunicato stampa, quello di cui vorremo fosse fatta chiarezza è se l’articolo 22 del citato testo si applica anche al Presidente del Parco oppure se il Presidente Cattaneo nella fregola di rispondere al nostro comunicato, abbia preso un abbaglio.
Infine, ci accodiamo a tutti coloro che in questi giorni hanno chiesto alla giunta regionale di fare chiarezza e di spiegare le regioni per le quali sono state scelte alcune persone. Sempre Cattaneo in quell’articolo rassicurava che sarebbero state:”Nominate le persone che hanno i migliori curricula”.  Sebbene non vogliamo sminuire l’importanza dello sci club, crediamo che questo titolo insieme a quelli elencati dal neo presidente non siano sufficienti a giustificare un incarico così delicato a meno che gli altri candidati avessero ancor meno credenziali.

PD VCO
Ufficio Stampa


 

Con un vero e proprio blitz, oggi l’assessore regionale all’agricoltura Sacchetto, nella Commissione riunita in sede redigente per esaminare le diverse proposte sulla caccia, ha presentato un emendamento per abrogare l’attuale legge regionale sulla caccia, in modo da evitare così il referendum che si dovrà tenere in primavera. La nostra opposizione ha impedito che si arrivasse a un voto sull’emendamento, voto che avrebbe gettato l’intero settore nell’incertezza. Abbiamo chiesto di avere un parere giuridico chiaro sulle conseguenze, per poter avviare il confronto sul merito. Il tentativo ci pare comunque assurdo. Intendevamo aiutare una discussione sulla nuova legge che, per noi, non poteva che andare nella direzione di un miglioramento della situazione faunistica regionale e di un miglior funzionamento delle norme. Una legge che in sostanza non vietasse la caccia, difesa da una norma costituzionale, ma aiutasse un esercizio responsabile dell’attività venatoria, che tenga cioè conto delle condizioni ambientali e reali in cui si trova la fauna piemontese e definisca regole in grado da una parte di tutelarne l’esistenza, e dall’altra di limitarne il sovrannumero là dove avviene.Il blitz ha dimostrato come la maggioranza non avesse alcuna intenzione di discutere nel merito, ma intendesse solo trovare un escamotage per impedire un referendum cui il centrodestra è arrivato completamente impreparato. Un atteggiamento per noi inaccettabile e che ancora una volta mina i rapporti tra maggioranza e opposizione. Resta la nostra disponibilità a trovare una soluzione legislativa che tenga conto della situazione attuale e la affronti con la massima trasparenza e responsabilità.

Aldo Reschigna

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