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Miniatura Il capogruppo regionale PD Aldo Reschigna ha scritto una lettera al presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo , dopo la bocciatura in prima commissione dell’emendamento PD alla legge finanziaria che prevedeva una forte trasparenza nella rendicontazione delle risorse affidate alla gestione dei gruppi consiliari, nonché la pubblicizzazione dei bilanci degli stessi in una forma chiara e comprensibile ai [...] Leggi tutto
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In archivio per Ambiente

Molti nodi stanno venendo al pettine ed è giusto che la politica faccia la sua parte. In questi giorni sono apparsi sui giornali locali alcune questioni che vanno chiarite in modo inequivocabile. Come Partito Democratico del Vco abbiamo già detto che questa complessa situazione economica deve diventare un’opportunità per ristrutturare un sistema amministrativo e politico in grado di guardare al futuro e alle prossime generazioni. Crediamo che il modo migliore per approcciare questi problemi sia quello di ragionare senza pregiudizi, ma sviscerando il problema per trovare le adeguate soluzioni.
La prima cosa da fare è stabilire chi fa che cosa evitando di avere più enti che si occupano delle stesse cose. Siamo convinti che ci si debba mettere tutti in gioco per far si che una riforma istituzionale ottenga come risultato non solo quello di accorpare qualche provincia e qualche comune, ma anche di riformare profondamente il mondo delle società di secondo e terzo grado.
Crediamo che per uscire dal cono d’ombra in cui versa il nostro paese sia necessario fare chiarezza anche sul ruolo che giocano molti amministratori in questi campi e per questo sosteniamo l’intervento del Forum del VCO per l’Acqua e l’Energia Beni Comuni che chiede chiarezza su alcune questioni concernenti la Società Acque Nord e Acqua Novara VCO s.p.a.),
Non solo: chiediamo al Presidente Gallina (presidente di entrambe!) di dimettersi da uno dei due incarichi ricoperti perché in contraddizione in quanto controllore e controllato coincidono, ed inoltre perche è uno schiaffo morale per tutti i cittadini apprendere che in enti di secondo grado ci siano compensi (oltre 71 mila euro la somma annuale dei due di Gallina) che un qualsiasi lavoratore, operaio o artigiano, guadagna in anni di lavoro.
PD VCO
Ufficio Stampa

Di seguito la  richiesta informazioni su attività della Società Acque Nord s.r.l. presentata dal Forum del VCO per l’Acqua e l’Energia Beni Comuni (inviata agli amministratori delle società,dei comuni, della provincia).

La presente per chiedere chiarimenti in merito alla gestione del SII in capo alla SOT “ACQUE
NORD S.R.L.”
1. Servizio di reperibilità
Tenuto conto del numero di comuni serviti e dell’estensione del territorio coperto (dalla Valle
Antrona alla Val Cannobina), manifestiamo la nostra preoccupazione per la decisione
dell’azienda di tagliare drasticamente il servizio di reperibilità e chiediamo a codesto ente una
valutazione sulla scelta effettuata.
Ai Comuni segnaliamo la necessità di vigilare con molta attenzione affinché questa operazione non
si tramuti, come temiamo, in uno scadimento di un servizio fondamentale i cui standard sono fissati
nella Carta dei Servizi.(cfr. 4.4.4 Segnalazioni di emergenza per servizi di acquedotto e fognatura).
2. Doppio incarico del sig. Gallina Sebastiano
Preso atto che al momento attuale il Sig. Gallina Sebastiano risulta al contempo presidente delle
società Acqua Novara VCO s.p.a. e Acque Nord s.r.l.;
rilevato che la società Acque Nord s.r.l. è soggetta a direzione e coordinamento da parte della soc.
Acqua Novara-VCO, nonché controllata ai sensi dell’art.2359, 1° comma, punto 3) del Codice
Civile,
facendo notare l’inopportunità che la stessa persona sia contemporaneamente ai vertici della società
controllata (Acque Nord s.r.l.) e controllante (Acqua Novara VCO s.p.a.),
ai fini di garantire una maggiore trasparenza e imparzialità nella gestione della cosa pubblica,
chiediamo a codesto ente di prendere al più presto in esame la revoca al sig. Gallina Sebastiano di
almeno una delle due cariche attualmente in capo allo stesso.
A tal proposito chiediamo a codesto ente una valutazione circa il fatto che il sig. Gallina
Sebastiano, in virtù della sua doppia carica, percepisca un doppio compenso per un totale di
71.320,00 euro (41.320,00 in Acqua Novara VCO s.p.a. e 30.000,00 in Acque Nord s.r.l.).
3. Stato attuazione degli investimenti programmati
In riferimento al Piano Stralcio 2010-2013 (visionabile sul sito www.acquanovaravco.eu),
chiediamo di conoscere quale sia lo stato di avanzamento della realizzazione degli interventi a
carico della società Acque Nord s.r.l.
4. Aggiornamento sito web con dati bilanci
Preso atto che la società Acque Nord s.r.l. ha predisposto da tempo un sito web dove, però, non
risulta alcuna informazione sui bilanci consuntivi degli ultimi anni, per una questione di trasparenza
e di facilitazione dell’accesso ad atti pubblici da parte di tutti i cittadini, chiediamo di sollecitare la
società affinché provveda al più presto ad integrare il proprio sito con la documentazione relativa ai
bilanci degli ultimi anni, seguendo l’esempio della sua controllante Acqua Novara VCO s.p.a.
5. Cambio dirigenza
Preso atto che la società ha deciso di sostituire la figura del direttore Di Marzio, chiediamo a
codesto ente una valutazione sulla scelta effettuata.
6. Fusione con Acqua Novara VCO s.p.a.
Alla luce del testo del PDL n.129 “Disposizioni in materia di servizio idrico integrato e di gestione
integrata dei rifiuti urbani” così come licenziato in data 30/11/2011 dalla V commissione del
Consiglio Regionale, che prevede lo stralcio della divisione dell’ATO 1, si chiede quali siano gli
intendimenti di codesto ente in merito alla fusione della società Acque Nord s.r.l. nella società
Acqua Novara VCO s.p.a.
Certi di una vostra pronta risposta, auguriamo buon lavoro.
Forum del VCO per l’Acqua e l’Energia Beni Comuni
Recapito Forum:
c/o sede ARCI Verbania
Corso Lorenzo Cobianchi, 37
28921 Verbania (Verbano-Cusio-Ossola)
e-mail: *protected email*

Con un vero e proprio blitz, oggi l’assessore regionale all’agricoltura Sacchetto, nella Commissione riunita in sede redigente per esaminare le diverse proposte sulla caccia, ha presentato un emendamento per abrogare l’attuale legge regionale sulla caccia, in modo da evitare così il referendum che si dovrà tenere in primavera. La nostra opposizione ha impedito che si arrivasse a un voto sull’emendamento, voto che avrebbe gettato l’intero settore nell’incertezza. Abbiamo chiesto di avere un parere giuridico chiaro sulle conseguenze, per poter avviare il confronto sul merito. Il tentativo ci pare comunque assurdo. Intendevamo aiutare una discussione sulla nuova legge che, per noi, non poteva che andare nella direzione di un miglioramento della situazione faunistica regionale e di un miglior funzionamento delle norme. Una legge che in sostanza non vietasse la caccia, difesa da una norma costituzionale, ma aiutasse un esercizio responsabile dell’attività venatoria, che tenga cioè conto delle condizioni ambientali e reali in cui si trova la fauna piemontese e definisca regole in grado da una parte di tutelarne l’esistenza, e dall’altra di limitarne il sovrannumero là dove avviene.Il blitz ha dimostrato come la maggioranza non avesse alcuna intenzione di discutere nel merito, ma intendesse solo trovare un escamotage per impedire un referendum cui il centrodestra è arrivato completamente impreparato. Un atteggiamento per noi inaccettabile e che ancora una volta mina i rapporti tra maggioranza e opposizione. Resta la nostra disponibilità a trovare una soluzione legislativa che tenga conto della situazione attuale e la affronti con la massima trasparenza e responsabilità.

Aldo Reschigna

Le nostre preoccupazioni non erano infondate. E’ stato indicato ieri il nuovo Presidente del Parco Veglia Devero e Valle Antrona: sarà il geometra Uttini, da anni collaboratore del Senatore Valter Zanetta.
Speravamo di esser smentiti, ma proprio come avevamo previsto una settimana fa, l’incarico è stato affidato ieri alla presenza di quattro sindaci su sei (mancavano Varzo e Viganella) e dei rappresentanti di Provincia e Comunità Montana, che si sono limitati a prendere atto della nomina fatta dalla Regione.
Sono valse a poco le rassicurazioni che il Presidente del consiglio regionale Valerio Cattaneo aveva fatto a seguito delle nostre preoccupazioni. Abbiamo creduto che ci si sarebbe basati solo sui curriculum e non sulle appartenenze politiche e, a questo punto si può dire, anche in barba alle volontà dell’amministrazione comunale di Baceno che aveva puntato sul suo capogruppo di maggioranza.

A conclusione dell’intero iter di rinnovo del CDA, diventa evidente che tutto si è basato unicamente su una spartizione interna alla maggioranza di centro destra ed addirittura fra le correnti dello stesso Pdl, senza tenere in considerazione i meriti e le posizioni che in passato si erano tenute proprio nei confronti dell’ente parco.
Quale può essere l’azione di difesa ambientale di un consiglio di amministrazione nel quale siedono persone che hanno spesso lottato contro le norme di salvaguardia del territorio, o che sostengono strade asfaltate e parcheggi all’interno dello stesso parco, in una delle aree più belle delle Alpi?  Quale tutela dell’ambiente può mai arrivare da chi si è sempre detto contrario allo stesso Parco, salvo poi accettare tranquillamente la “cadrega”?
Ci domandiamo per questo con forte preoccupazione: quanto diventeranno elastiche le norme sulla caccia nel territorio del Parco?
L’arroganza di Lega Nord e Pdl si ripercuote ancora una volta sul nostro territorio.  Si vede che la lezione “romana” è stata assimilata molto bene dal Senatore Zanetta che mette un “suo uomo” (geometra del suo studio e da tre anni consigliere di C.e.s.a. spa, impresa edile pubblica il cui presidente è il presidente della provincia Massimo Nobili) alla guida di uno dei Parchi più importanti per estensione e progettualità della nostra Regione, nonostante il profondo scetticismo sulle sue competenze da più parti esternate.
Solo la volontà politica del centro destra di depotenziare il parco e di trasformarlo in luogo di conquista (anche del cemento e dell’asfalto?) rende comprensibile la ragione di queste nomine.
Siamo anche curiosi di conoscere (e pretendiamo che siano resi pubblici) quali sono stati i vizi di forma per i quali la giunta regionale, responsabile della nomina del presidente, ha escluso due candidature che avevano invece competenza e curriculum adatti per poter ambire alla carica (Paolo Crosa Lenz e Marco Travaglini).
Noi, tuttavia, non staremo a guardare, ma vigileremo per evitare scempi che possono inibire una delle armi economiche più importanti per il nostro territorio: la bellezza e la purezza naturalistica di quelle splendide vallate.
Chiediamo che questa operazione di tutela e di controllo sia svolta anche da quelle associazioni ambientalistiche della nostra provincia che fanno della protezione dell’ambiente la propria ragione d’essere.

PD VCO
Ufficio stampa

Stefano Costa, consigliere provinciale PD

In merito alla discussione in atto sul rilascio delle concessioni idroelettriche da parte della provincia del VCO, il consigliere provinciale del PD Stefano Costa ha appreso oggi dagli uffici provinciali che la sua richiesta verbale di discussione di un ordine del giorno sul tema,  avanzata il mese scorso ai presidenti di commissione Porini e Gallina, non è stata inserita nella prossima convocazione di commissione istituzionale prevista in data 12 dicembre 2011.
Per questo, in merito alle recenti polemiche innescate dall’interpretazione della Delibera di Consiglio Provinciale circa i criteri di rilascio concessioni per impianti di derivazione idroelettrica (vedi in particolare i casi “Crevoladossola” e “Tessenderlo”), il consigliere provinciale del PD Costa Stefano, ha richiesto formalmente ai presidenti della I° commissione istituzionale Rino Porini e, della III° commissione Tutela ambientale, Sebastiano Gallina, una convocazione urgente e congiunta delle due commissioni.
Urgente perché è più che mai necessario un chiarimento da parte degli amministratori provinciale circa l’interpretazione dei criteri medesimi alla luce del rilascio delle concessioni in itinere e future.

PD Ufficio Stampa

Con l’anno nuovo la gestione dei rifiuti e delle acque in Piemonte rischia di finire nel caos. L’allarme é stato lanciato stamane dal gruppo regionale PD in una conferenza stampa ieri a Torino.
La legge nazionale, hanno spiegato i consiglieri PD, prevede lo scioglimento entro dicembre delle autorità territoriali che governano il settore, le ATO. Ma la Giunta regionale è in forte ritardo.
“In questa vicenda, come in altre che riguardano la riforma della macchina amministrativa regionale, la Giunta Cota ha scelto di fare da spettatore, lasciando che siano Comuni e Province a spartirsi le competenze, nella speranza che, dal caos, possa venire una nuova stagione centralista con la Regione a giocare la parte del leone”, ha spiegato il capogruppo regionale PD Aldo Reschigna.
La proposta della Giunta, in discussione solo da un paio di settimane in Commissione, prevede la costituzione di un nuovo organismo, la Conferenza d’ambito, In Piemonte ne dovrebbero sorgere quattro (Torino, Cuneo, Asti-Alessandria, Biella-Vercelli-Novara-VCO).
Secondo il PD, il nuovo organismo è contrario allo spirito della legge, non porterebbe né risparmi né semplificazione, e renderebbe ingovernabile la situazione: “In esso sono rappresentate Province e Comuni, a decidere sulle stesse competenze. Una situazione che prelude al caos”, sostiene Reschigna. “Il PD propone di delegare alcune competenze alle Province, in particolare quelle sugli impianti di smaltimento, la raccolta dei rifiuti dovrebbe essere responsabilità dei Comuni, e la programmazione frutto della collaborazione dei due enti, senza altri organismi aggiuntivi. Questo porterebbe con sè competenze certe e responsabilità altrettanto certe, senza appesantire il processo decisionale e garantendo una gestione razionale dei due settori, più efficiente”.
“La nostra proposta raccoglie proprio lo spirito della legge nazionale”, ha aggiunto Mino Taricco, “portando chiarezza tra funzioni e responsabilità, invece di affidare tutto a un organismo unico, pletorico e naturalmente portato alla confusione delle responsabilità tra Province e Comuni. Un organismo che rischia di innescare un circuito di deresponsabilizzazione che va nella direzione opposta”.
“La Giunta nega che la Conferenza d’ambito sia un organismo giuridico”, sottolinea Stefano Lepri, vicecapogruppo PD. “Eppure, nel momento in cui è chiamato ad affidare servizi, non può non essere un organismo giuridico. Anche per questo noi sosteniamo la necessità di competenze chiare e separate a Province e Comuni”.

Ufficio Stampa Gruppo Consiliare Partito Democratico

Conferenza stampa del Pd presso la sede della Provincia a Tecnoparco, lunedì 3 ottobre, alla presenza del segretario provinciale Antonella Trapani, del capogruppo provinciale Giuseppe Grieco e del consigliere Francesco Pesce, del capogruppo in comune Angelo Rolla e del consigliere Giovanni De Benedetti e del coordinatore del circolo PD di Gravcellona Toce Roberto Birocco.
All’ordine del giorno l’immobilismo della provincia sul tema dello smaltimento dei rifiuti; ed è per questo che, simbolicamente, sono stati depositati tre sacchetti dell’immondizia del “nero” davanti all’entrata della sede della Provincia.
Di seguito un riassunto della presi di posizione del Pd e delle sue proposte.
Premessa - Nessun progetto a livello locale: che fine ha fatto la norma che il centro sinistra ha inserito nel Piano Territoriale Provinciale per garantire l’utilizzo del sito di Mergozzo per un impianto per produrre biogas con la raccolta differenziata dell’umido? Quali incentivi e risorse la Provincia sta mettendo in campo per mantenere e incrementare la raccolta differenziata? Cosa si farà delle quasi 30 mila tonnellate di rifiuti del VCO dopo la chiusura annunciata del forno inceneritore?

La dismissione programmata del forno è una scelta inevitabile in un prossimo futuro poiché l’impianto di Mergozzo, che pure ha svolto fino ad ora un servizio importante e in condizioni accettabili da un punto di vista ambientale, è tecnologicamente vecchio e di dimensioni “troppo piccole” per essere opportunamente rigenerato con un rapporto costi benefici accettabile.

Il problema è che la Provincia non sta mettendo in campo nessuna proposta per gestire il dopo chiusura. Cosa succederà alle quasi 30 mila tonnellate di rifiuto “nero” prodotte nella nostra provincia? Il rischio è di legarci mani e piedi a soggetti esterni, con l’incertezza dei costi e dei destini del loro smaltimento.

Per quanto ci riguarda queste sono le nostre proposte:

1. Proseguire nella politica della raccolta differenziata “porta a porta”. Dal 2004 al 2009 la Provincia ha cofinanziato – assieme ai Comuni – investimenti per quasi 2 milioni di Euro, mentre nei primi due anni dell’Amministrazione Nobili non sono stati stanziati fondi significativi al riguardo e la raccolta differenziata appare al palo.

2. trasformazione dell’impianto di incenerimento di Mergozzo in impianto a biogas per la produzione di energia; non si tratterrebbe di “bruciare” i rifiuti, ma di recuperare dalla frazione umida. Oltre al risparmio (abbattimento dei costi di smaltimento dell’umido) si avrebbero entrate legate alla produzione di energia elettrica e di calore (teleriscaldamento). Chi fine ha fatto questo progetto?

3. sinergia con aziende private per la realizzazione di impianto/i di trattamento a freddo del residuo indifferenziato; politiche e pratiche di valorizzazione delle varie frazioni differenziate raccolte sono il corollario indispensabile per fare in modo che la raccolta differenziata dei materiali (che ha costi evidenti) possa diventare fruttuosa non solo da un punto di vista ambientale, ma anche economico.

4. garanzie di mantenimento degli attuali livelli occupazionali attraverso ricollocazioni del personale nelle attività sopra indicate; è una questione non secondaria ed è risolvibile anche e soprattutto prevedendo e realizzando da subito almeno alcune delle soluzioni che abbiamo prospettato;

Tutto ciò, nel medio termine, potrà garantire il mantenimento e il miglioramento di un servizio già positivo ed anche il contenimento delle tariffe attuali.

Ogni altra scelta (esportazione dell’indifferenziato) o “non scelta” porta diritto alla dismissione di un grande patrimonio gestionale pubblico, ad un ulteriore impoverimento dell’offerta di lavoro sul territorio provinciale, alla privatizzazione del settore e ad una tariffazione sicuramente fuori controllo.

PD VCO
Ottobre 2011

Abbiamo letto in queste ore quanto riportato da organi di stampa (Il giornale di Verbania del 30.09.2001)  che danno per certo il rifiuto di Ivan Cantisani ad accettare la presidenza di ConserVco a pochi giorni dalla sua elezione, avvenuta nei giorni scorsi durante l’assemblea dei sindaci e votata dal centro destra (con l’astensione del centro sinistra).
Una proposta avanzata e decisa dal sindaco Marco Zacchera, in quanto Verbania è il maggior azionista della città.
Un fatto clamoroso se confermato.
Ci aspettiamo una cosa sola: che il sindaco Zacchera smentisca al più presto questa voce, perché una società importante come questa, con centinaia di dipendenti, non può essere lasciata senza un Presidente.
Tra l’altro un possibile vuoto di gestione in una fase delicatissima in cui i consigli comunali stanno votando, giustamente, per l’accorpamento tra le due società che si occupano di smaltimento e raccolta rifiuti nel nostro territorio, ConserVco S.p.a. appunto e Valle Ossola S.p.a.
Ci aspettiamo una smentita immediata perché non vogliamo credere ad un fatto come questo che se, confermato, testimonierebbe il dilettantismo politico del sindaco di Verbania e del centro destra del VCO.

PD VCO
Ufficio Stampa

alpe Devero

Petizione popolare on line e cartacea contro la realizzazione di una centralina idroelettrica all’Alpe Devero da parte di una società di Monza. L’iniziativa è di un gruppo di operatori turistici, proprietari di case e frequentatori della zona, circa 200 persone in tutto, tra cui il consigliere provinciale del PD Stefano Costa. Per firmare la petizione cliccate qui.
<Toglierà acqua ai torrenti Devero e Sangiatto nella piana dell’Alpe, sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale per gli uccelli> denunciano.
<Il 22 settembre è previsto un sopralluogo tecnico> ha spiegato Anna Proletti, una portavoce del comitato <Formalmente non possiamo essere invitati – ha aggiunto – ma non potranno impedirci di essere presenti>.
A lanciare l’allarme con una missiva l’ex sindaco bacenese , oggi capogruppo di minoranza Stefano Costa. <Sono contrario al fatto che un privato possa proporre un progetto di questo tipo, che tra l’altro non ha sollevato alcuna presa di posizione politica> commenta. Ad ora esiste un Piano delle Acque commissionato nel 2006 dall’amministrazione Costa e realizzato e approvato dal Parco Veglia Devero. Il documento stabilisce che nel Parco e nella vicina zona di salvaguardia (questa pero’ è di competenza del Comune)  lo sfruttamento idroelettrico possa essere solo ad uso pubblico. <Per lo piu’ in ottica impianti sciistici e ristrutturazione del Cervadone> spiega Costa. Il documento non è pero’ mai stato approvato dall’amministrazione di Baceno. <Ma si potrebbe fare subito> conclude l’ex primo cittadino.

Le dichiarazioni alla stampa, apparse mercoledì 13 luglio su EcoRisveglio, del presidente di Conservco Ghisolfi (in quota PDL) che sembrano, neanche troppo velatamente, in contraddizione con le politiche della Provincia e del suo assessore all’ambiente Pizzi (sempre del PDL), confermano semplicemente la mancanza di una strategia per il futuro, senza sapere che “pesci pigliare”.
Le nostre proposte in merito allo smaltimento rifiuti – afferma Gianni Desanti, responsabile ambiente del PD VCO – come Partito Democratico le abbiamo scritte e comunicate in assemblee pubbliche: chiusura del forno entro l’ottobre 2012 e, contemporaneamente, investimenti per impianto di biogas ed un forte impegno per un incremento ulteriore della raccolta differenziata e la costruzione di impianti di trattamento a freddo per diminuire drasticamente la parte residua del rifiuto indifferenziato.
Il problema è che su questo nulla si muove: nessun investimento per aumentare la raccolta differenziata, non ci sono progetti per trattare la parte del rifiuto indifferenziato, il “nero”, che viene bruciato al forno inceneritore.
Sull’impianto di biogas (per trattare la parte umida ed evitare i costi del suo smaltimento altrove) il Piano Territoriale Provinciale – così come era adottato e trasmesso alla Regione nel 2009 – prevedeva la sua costruzione sul sito di Mergozzo per altri interventi a tecnologia complessa come la trasformazione dell’impianto di incenerimento in impianto a biogas, salvo la “non approvazione” da parte della Regione di quanto scritto nel PTP.
Cosa aspetta la Provincia – afferma ancora Desanti – a verificare tutto ciò con la Regione a più di due anni di distanza? Se venisse considerato improponibile il sito di Mergozzo da un punto di vista urbanistico, si imporrebbe la sua bonifica e il trasferimento altrove di tutte le attività che in esso insistono (ovviamente con costi elevatissimi).
Nel nostro documento affermiamo che il rischio più grande per la gestione dei rifiuti nel nostro territorio consiste proprio nell’immobilismo e nelle “non scelte”.
Ed è quello che sta avvenendo da parte della Provincia.
Cosa succederà quando chiuderà il forno inceneritore? Cosa succederà alle tonnellate di rifiuti che in esso si bruciano?
Finiranno o in un altro forno inceneritore o in qualche altra discarica (con conseguenti e relativi costi).
Nulla invece si muove per impegnarsi a ridurre drasticamente questa parte dei rifiuti con gli investimenti necessari.

PD VCO
Ufficio stampa

Non sono passate nemmeno tre settimane dalla vittoria dei referendum e continua imperterrita la polemica in senso ai sostenitori. E’ di ieri un comunicato stampa del comitato del Sì per l’acqua pubblica che chiede da che parte sta il Partito Democratico rispetto ad un emendamento alla Legge Comunitaria presentato dal terzo polo che riprenderebbe una proposta di legge del Pd la quale, secondo il comitato, andrebbe nella direzione inversa a quella indicata dai cittadini lo scorso 12, 13 giugno.

Per quanto riguarda la posizione del Partito Democratico del Vco ecco la dichiarazione di Gianni Desanti, responsabile ambiente del Pd provinciale: ” Il PD sta con l’acqua pubblica. E’ un po’ stucchevole continuare queste insinuazioni che mi pare proprio abbiano solo lo scopo di riproporre – quasi come obiettivo prioritario – lo stillicidio dello scontro all’interno di un fronte comune piuttosto che nei confronti degli avversari politici. E’ vero che la proposta di legge a suo tempo presentata dal PD non esclude che, in determinate realtà, gli enti locali titolari del “governo” del ciclo idrici integrato “possano”, nella loro autonomia, compiere scelte che coinvolgano i privati, ma sta proprio qui il terreno di una battaglia democratica che non è mai vinta “per sempre” ma va combattuta giorno per giorno con argomenti convincenti (efficacia, efficienza, lotta al clientelismo e alla corruzione che spesso aleggia proprio nella gestione pubblica). Il referendum ha spazzato via l’ “”obbligo” della partecipazione dei privati e ha sicuramente dato un segnale formidabile da parte dei cittadini per la “gestione” pubblica. Più che “imporla” in maniera un po “talebana” (si andrebbe contro precise disposizioni europee che prevedono più opzioni) bisogna lavorare in ogni realtà per dimostrare che è la scelta giusta. A partire dal nostro ATO (che abbiamo costruito con determinazione negli anni passati) e dalla società pubblica (Acqua NO VCO) che – ora -  va consolidata superando divisioni localistiche (l’acqua, oltre che pubblica, deve essere solidale). Non so se – in futuro – in luogo di SPA o SRL pubbliche potranno esserci “agenzie” di diritto pubblico, ma – al  momento – non è la questione fondamentale. Servono progetti, investimenti, positivo rapporto costi benefici, interventi per migliorare la qualità dell’acqua e per evitare inquinamenti per mancate depurazioni. Chi è per l’acqua pubblica, come noi siamo, è preferibile che si impegni su questi argomenti concreti poiché è l’unico modo che io conosco per dimostrare e confermare che anche la “gestione pubblica” del ciclo indrico integrato è la migliore.

Gianni Desanti

RESP AMBIENTE PD VCO

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