Registrarsi è importante per vivere e apprezzare Network PD.
Potrai proporre alla redazione tuoi articoli ed anche creare gruppi di discussione e blogs ad essi collegati di cui saresti amministratore e responsabile.
Se vuoi semplicemente commentare gli articoli presenti, senza la possibilità di proporre articoli e aprire blogs, puoi anche solo effettuare il login con il tuo account "Facebook"
Benvenuti nel social-network del Partito Democratico del Verbano Cusio Ossola.
Tenerti in contatto con i tuoi amici,
avanzare proposte e condividerle è facile...
basta iscriversi e fare il login.
 
Se nessun utente ti ha ancora mandato l'invito per poterti registrare, richiedilo ad un amministratore qui.

È SUCCESSO / SUCCEDERÀ

maggio 2012
lunmarmergiovensabdom
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031EC
Ieri il Consiglio regionale del Piemonte ha bocciato un emendamento che rifinanziava per il 2012 il fondo regionale per le aree montane e che avrebbe dato un po’ di respiro a tutti i comuni montani. Dopo quest’ennesimo taglio non si capisce quale sia il disegno complessivo della Regione o, meglio, ci sembra che l’unico intento [...] Leggi tutto
scopri NetworkPD
la nuvola

In archivio per perché, per cosa…

Ieri il Consiglio regionale del Piemonte ha bocciato un emendamento che rifinanziava per il 2012 il fondo regionale per le aree montane e che avrebbe dato un po’ di respiro a tutti i comuni montani.
Dopo quest’ennesimo taglio non si capisce quale sia il disegno complessivo della Regione o, meglio, ci sembra che l’unico intento sia quello di voler distruggere tutto per asfissia, senza indicare ciò che si vuole costruire.
Più volte il Pd del Vco ha chiesto che ci si confrontasse su quale assetto la giunta regionale e la sua maggioranza vorrebbe costruire per il futuro amministrativo del Piemonte e della nostra provincia. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta ma solo segnali contradditori su trasporti, sanità, ambiente.
Alcune amministrazioni, pressate politicamente, spingono verso la ricostruzione di mini unioni di comuni che, visti i tempi che corrono, non avranno nemmeno gli occhi per piangere. Le stesse, però, dovrebbero addirittura trovare i fondi per gestire i servizi sociali, visto che il Governatore Cota ha più volte affermato che non è una funzione della Regione, ma dei comuni e quindi: si arrangi chi può!
Come sempre accade, chi più soffrirà di questi tagli, saranno le aree più marginali, più lontane, le più piccole, le più deboli e nelle quali l’erogazione dei servizi diventa oggettivamente più costosa.
Il Pd ha sollevato con insistenza il tema del riordino degli enti locali, senza posizioni di difesa assoluto dello stato attuale delle cose, ma l’unica osservazione che oggi possiamo fare è che la regione intende affossare le comunità montane senza immaginare una collaborazione tra i comuni. Per l’ennesima volta il presidente Cota abdica alle sue responsabilità di governo e scarica sui comuni i problemi di cassa della regione. Un po’ come avviene per la sanità: che i territorio trovino la soluzione e mentre sono impegnati, a litigare i fondi diminuiscono.
Nessuna riforma, solo tagli. Ecco, in sintesi, il lavoro di Cota.

Partito Democratico
Coordinamento provinciale VCO

E’ ormai passato quasi un anno da quell’incontro a tre tra l’assessore regionale alla sanità Monferino e i sindaci di Verbania e Domodossola Zacchera e Cattrini in cui si discuteva il destino del laboratorio di emodinamica nel VCO.
Allora Monferino si impegnò a insediare nel nostro territorio l’emodinamica, promise le attrezzature del laboratorio di Chivasso, ma intimò ai due sindaci di decidere in fretta la sua collocazione sul territorio.
Il territorio ha fatto la sua parte, decidendo che la sede di emodinamica sarebbe stata Domodossola, almeno in via sperimentale. Ma questo non è servito a sbloccare la situazione. Da allora nulla è cambiato, né Monferino ha fatto nulla perché accadesse. Non ha infatti autorizzato l’Asl ad assumere il personale; nulla si è poi saputo dell’attrezzatura, se sarebbe stata acquistata o spostata da altri laboratori.  Oggi si ritorna a parlare di emodinamica nel 2013, guarda caso in coincidenza con la chiusura del punto nascita di Domodossola, altra storica vicenda in cui le promesse della Giunta si sono sprecate, ma non c’é un solo atto ufficiale che lo confermi. L’istituzione di un servizio atteso da tempo dai cittadini si è trasformata in una farsa.
E’ ora di smetterla. Chiedo all’assessore Monferino di avviare le procedure necessarie per l’apertura del laboratorio. Il primo passo assolutamente indispensabile è l’autorizzazione all’Asl per l’assunzione del personale. Visti i tempi della burocrazia, è assolutamente inderogabile che le procedure di assunzione siano avviate il più presto possibile
E’ ora che si passi dalle parole ai fatti. Non è accettabile che le ripetute promesse dell’assessore e del presidente non trovino poi riscontro nella realtà. Anche se purtroppo non è la prima volta che assistiamo alla politica delle promesse che non si mantengono, e immagino non sarà l’ultima.
Da parte mia continuerò a vigilare e a lavorare perché il VCO abbia al più presto questo servizio indispensabile.

Dichiarazione di Aldo Reschigna,
capogruppo regionale Pd Piemonte

Ieri pomeriggio si è svolta l’assemblea dei soci di Vco Servizi, società nata dallo scorporo della vecchia Conser Vco al fine di consentirne la fusione per incorporazione con Valle Ossola spa. Tale società oggi ha l’unico scopo di controllare le quote di Vco Trasporti e di un pacchetto di quote di Saia spa.
Al momento attuale è una scatola vuota. I soci, le amministrazioni comunali del verbano e del cusio, si interrogano sul possibile futuro di questa società: dare alla stessa una serie di servizi e compiti intercomunali o, laddove non lo si ritenga utile o possibile, avviare il processo di liquidazione?
Di fronte a questo scenario, il neo sindaco Adelaide Mellano ha chiesto, telefonicamente, al sindaco di Verbania di rimandare di qualche giorno l’assemblea per dar modo alla nuova amministrazione omegnese di organizzarsi e di prendere visione della questione. Un atto di cortesia istituzionale fra i due maggiori soci della società stessa.
La risposta negativa del sindaco di Verbania Marco Zacchera, dovuta alla necessità sembra impellente di nominare il nuovo amministratore, ha determinato la decisione di molti sindaci di non presentarsi all’assemblea. Riteniamo che al di là del nome individuato e presumiamo eletto, sarebbe stato necessario fare una valutazione, come scritto, sul futuro della società sulla base del quale poi individuare la persona con le competenze necessarie per centrare gli obbiettivi dati dai soci.
Ci chiediamo, quindi, qual è l’idea del comune di Verbania relativamente a questa società, atto dovuto proprio perché socio di maggioranza relativa.

Ufficio stampa
PD VCO

Ieri sera si è scritta una brutta pagina della breve vita della Comunità Montana delle Valli dell’Ossola.
L’odg del consiglio prevedeva deliberazioni importanti quali il bilancio di previsione, in cui tra l’altro viene riconfermato lo stanziamento per i servizi sociali di 180 mila euro, e la disponibilità dello stesso ente a farsi carico, per i comuni che lo richiedessero, della gestione dei servizi socio assistenziali.
Al primo punto, tuttavia, era stato inserito e richiesto dal presidente del Consiglio Gian Mauro Bertoia di richiedere, attraverso una nuova votazione, la sua conferma alla presidenza dell’organo rappresentativo in quanto nell’ultimo consiglio del mese di dicembre, era stato eletto con 16 voti anziché con i 20 richiesti dallo statuto. La delibera non era stata né allora, né tanto meno successivamente impugnata da nessun consigliere di minoranza.
Lo scrupolo del Presidente Bertoia, al quale esprimiamo tutta la nostra solidarietà e fiducia, e il suo rispetto per le Istituzioni ha prestato il fianco a coloro che, in barba a qualsiasi senso di responsabilità, lavorano al solo scopo di rompere l’unione amministrativa dell’Ossola costruita con tanta fatica in questi anni.
La maggioranza, nonostante il parere favorevole del segretario il quale ha dichiarato la legittimità della delibera e lo stesso odg del consiglio medesimo firmato dal Presidente Berotia, ha preferito, onde evitare ulteriori strumentalizzazioni, rinviare il consiglio a lunedì prossimo.
E’ chiaro che ci sono amministratori che lavorano per disaggregare e riportare le lancette dell’orologio indietro di cinque anni smembrando la nuova comunità montana e ridando vita a cinque unioni dei comuni, coincidenti con le vecchie comunità montane. Una politica miope che anziché guardare al generale si rifugia nell’ombelico e nel particolare al solo scopo di garantire rendite di posizioni altrimenti a rischio e non capendo che alcune di quelle vecchie realtà in futuro, a causa del mancato trasferimento dei fondi nazionale e regionali previsti per le vecchie comunità montane, non beneficerebbero più di alcun finanziamento.
Il gruppo di Ossola Unita è convinto sempre di più che si dovrebbe procedere nell’opera di rafforzamento dell’organo unitario delle amministrazioni ossolane non per andare contro qualcuno, ma per il bene del nostro territorio e dei cittadini che abbiamo l’onore e l’onere di rappresentare.

Ottimo rislutato del centro sinistra ad Omegna. Aide Mellano candidato del Pd è stata eletta al primo turno con oltre il 54% dei voti. Il Partito Democratico è di gran lunga il primo partito cittadino con oltre il 31% dei voti. Primo degli eletti del PD è Gianni Desanti con 166 preferenze. In consiglio per il PD anche due giovani democratici, Alessandra Gebbia e Alessandro Buzio.
Di seguito i risultati dei 17 seggi.
Candidati a sindaco
Franzosi 287 (3,92%);
Bisoglio 904 (12,33%);
Mellano 3997 (54,54%);
Masoero 237 (3,23%);
Tomatis 1904 (25,98%).

Di seguito i risultati per le liste:

UDC 79 (1,28%)
Futuro e Libertà 125 (2,02%)

Lega Nord 488 (7,89%)
Omegna città della gente 107 (1,73%)
Ottimismo e Buonsenso 118 (1,91%)

IDV 216 (3,49%)
Noi ci siamo per Omegna 542 (8,76%)
Rifondazione Comunista 689 (11,13%)
PD 1926 (31,12%)

Partito delle Aziende 179 (2,89%)

Moderati per Omegna 282 (4,56%)
Omegna nel cuore 361 (5,83%)
PDL 1076 (17,39%)

Questa la composizione del nuovo consiglio comunale. Maggioranza( 10 consiglieri pià il sindaco)
Partito Democratico: Aide Mellano, Alessandro Buzio, Alessandra Gebbia, Rosa Rita Varallo, Francesco Pesce, Giancarlo Ricca, Gianni De Santi ed Rosario Oliveri

Federazione della Sinistra: Scatamacchia e Matella

Noi Ci Siamo per Omegna: Cavigioli

Minoranza: 6

Pdl: Tomatis, Songa e Lapidari

Omegna Nel Cuore: De Riu

Tutti i paritcolari del voto cliccando qui

Che la maggioranza di centro destra sia davvero allo sbando, con una navigazione a vista e senza nessuna programmazione è del tutto evidente. E moltissimi sono stati i segnali in questi ultimi mesi, l’ultimo due giorni fa con le dimissioni poi rientrate, dell’assessore al bilancio Calderoni.
Che però la nave scricchioli lo si capisce dall’attacco diretto che il principale alleato del PDL di Zacchera, la Lega Nord, ha effettuato nelle scorse ore, e non su una piccola questione ma sull’atto principale della vita amministrativa di una città e cioè il bilancio.
L’accusa dei consiglieri comunali della Lega Nord a Zacchera è di aver presentato il bilancio 2012 ai media prima ancora di averlo sottoposto alla maggioranza, ed affermano «non troviamo giusto che il bilancio sia finito sui giornali senza un serio vaglio nella commissione bilancio o in una riunione di tutti i gruppi che sostengono questa amministrazione».
Un’accusa davvero imbarazzante, che segnala come il bilancio 2012 per la nostra città non sia opera di un lavoro approfondito e condiviso, ma un atto fatto da pochi e condiviso con quasi nessuno.
Un modo di operare che rivela la debolezza di Zacchera che ha avuto paura ad illustrare il bilancio ai propri consiglieri, e presentandolo alla stampa li ha messi di fronte al fatto compiuto, come una sorta di prendere o lasciare.
Oltretutto una scelta che azzera le false proposte di Zacchera di voler collaborare con l’opposizione, visto che il documento è stato presentato senza passare appunto dalla commissione competente
Nei giorni prossimi analizzeremo i contenuti del bilancio, ma se queste son le premesse nulla di buono si profila all’orizzonte.
Comunicato stampa
Corrado De Ambrogi
coordinatore circolo Verbania

I frontalieri negli anni della crisi. E’ questo il titolo dell’incontro pubblico organizzato dal partito democratico  venerdì 27 aprile 2012 alle ore 20.45  presso la Sala consigliare della Comunità Montana a Domodossola (via Romita).
E’ ora possibile scaricare il pdf con la relazione dell’0norevole Narducci, cliccando qui.
Un’occasione per discutere dei temi aperti in merito al lavoro oltre confine, a partire dalla spinosa situazione del ristorno fiscale all’Italia, con un esperto del tema come l‘onorevole Franco Narducci, vice presidente della commissione Affari esteri e Comunitari alla Camera.
Potete scaricare cliccando qui il PDF dell’invito.
Partecipano inoltre Aldo Reschigna capogruppo PD in regione Piemonte, Antonella Trapani segretario provinciale del PD, Mariano Cattrini sindaco di Domodossola.
Sarà presente un esponente del sindacato Syna di Briga e presiede Massimiliano Testore coordinatore circolo PD di Domodossola
Sono invitati lavoratori, cittadini, amministratori, associazioni economiche e sindacali.

PD VCO
Ufficio stampa

Pubblichiamo un comunicato stampa di pochi giorni fa dell’onorevole Narducci sul tema

Oggi, 11 aprile 2012, il Governo ha risposto all’interrogazione presentata, il 15 marzo scorso, in Commissione esteri della Camera, dall’on. Franco Narducci (PD) per chiarire quale posizione intendesse assumere il Governo italiano rispetto alle notizie allarmanti provenienti dal Ticino ed in cui si ipotizzava una modifica della quota di ristorno del prelievo fiscale sul reddito dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera diminuendolo dall’attuale 38,8 per cento al 12,5%.
Tali notizie sono sembrate ancor più preoccupanti in un contesto di relazioni bilaterali tra Svizzera e Italia in cui si assiste ad un stallo sul negoziato fiscale tra i due Paesi. Pertanto l’on. Narducci ha chiesto al Ministro degli affari esteri, sottolineando l’urgenza della ripresa del negoziato fiscale, cosa si intende fare per “risolvere la spinosa situazione del ristorno fiscale all’Italia, sia in relazione agli importi non ancora erogati sia per preservare le attuali quote di ristorno all’Italia dell’imposizione effettuata sul reddito dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera” chiedendo anche di sapere quali procedure intendesse attivare il Governo per il ristorno dei fondi, già versati dalla Svizzera, ai comuni frontalieri, data anche la situazione di difficoltà di bilancio.
Il Sottosegretario all’Economia ed alle Finanze, dott. Vieri Ceriani, che ha risposto a nome del Governo all’interrogazione in questione e a quella di analogo contenuto posta dall’on. Braga, ha evidenziato la situazione di illegalità internazionale in cui si trova la Svizzera per il mancato ristorno del 50% dell’ammontare della quota stabilita negli accordi internazionali per quanto concerne il prelievo fiscale sul reddito dei frontalieri.
Vieri ha altresì evidenziato l’impegno del Ministero degli Affari Esteri nei confronti delle Autorità federali elvetiche che ha effettuato “fermi e ripetuti passi volti a reclamare la piena applicazione da parte svizzera del vigente Accordo del 1974, che costituisce questione non collegata né collegabile a quella del negoziato fiscale”. Inoltre, il dott. Vieri ha precisato che si è “ritenuto opportuno esperire altre opzioni di intervento a difesa degli interessi italiani, utilizzando prioritariamente gli strumenti per la risoluzione delle controversie previsti dalla vigente Convenzione contro la doppia imposizione fiscale, di cui l’Accordo sui ristorni è, come si è detto, parte integrante. È stata pertanto richiesta alla controparte elvetica la convocazione di una commissione mista ad hoc.” Invece per quanto attiene l’eventuale rimozione della Svizzera dalle cosiddette “black list” italiane, il Sottosegretario ha riferito che “l’Amministrazione finanziaria fa presente che i relativi decreti sono stati emessi in virtù di disposizioni di legge (artt. 2, 110 e 167 DPR 917/1986, Testo unico delle imposte dirette), che hanno previsto, quali criteri per l’individuazione degli Stati a regime fiscale privilegiato, la mancanza di un adeguato scambio di informazioni, nonché il livello di tassazione sensibilmente inferiore a quello applicato in Italia”.
Assoluta insoddisfazione é stata espressa dall’ on. Franco Narducci per la risposta data dal Sottosegretario alle interrogazioni concernenti il contenzioso tra Italia e Svizzera relativamente alle molteplici questioni riguardanti il lavoro transfrontaliero, i ristorni fiscali ai comuni situati nella fascia di 20 chilometri dal confine con la Svizzera e alla Convenzione contro le doppie imposizioni.
Il rappresentante del Governo anzichè entrare nel merito delle domande poste dagli interroganti onorevoli Narducci e Braga e indicare le soluzioni urgenti che dovrebbero far parte del negoziato con la controparte elvetica, si è limitato a riassumere i concetti ben noti che per altro hanno ispirato le interrogazioni dei due parlamentari del PD. È a tutti noto, infatti, che il Cantone Ticino ha congelato da quasi un anno il 50% dei ristorni fiscali ai comuni italiani, per un’ammontare di quasi 24 milioni di franchi svizzeri. Ed è anche noto che il Parlamento svizzero ha approvato, nella recente sessione primaverile, una mozione che chiede di ridurre al 12,5% l’ ammontare del ristorno attualmente pari al 38,5%.
“Visti i precedenti, si deve ritenere che con il perdurare del muro contro muro che caratterizza le relazioni tra Roma e Berna nel mese di giugno, prossima scadenza per il ristorno fiscale, si arriverà al blocco totale dell’erogazione a favore dei Comuni italiani, indipendentemente dalla mozione sulla percentuale del ristorno” ha sottolineato Narducci in sede di replica al Governo. “Il Governo che anche i parlamentari eletti all’estero sostengono – ha proseguito Narducci – non può ignorare le problematiche dei frontalieri, che non significano unicamente 55 mila posti di lavoro disseminati nelle aree di confine in Svizzera, bensì anche il rilevante numero di imprese che esportano servizi temporanei sulla base degli accordi bilaterali tra la Confederazione e l’UE”. Narducci ha poi ricordato che la Svizzera ha adottato, da tempo, il modello OCSE per le convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali, per cui oltre una quarantina di Paesi hanno rinnovato le convenzioni stesse basandole sul nuovo modello.
“Ritengo incomprensibile l’ostinatezza con cui il Governo italiano rifiuta di sedersi attorno ad un tavolo per negoziare con gli svizzeri la nuova convenzione contro le doppie imposizioni fiscali, un presupposto inderogabile per ripristinare rapporti corretti e affrontare le questioni del lavoro transfrontaliero” ha evidenziato Narducci, ricordando, in conclusione, che sarebbe un grave errore “far dipendere la convenzione contro le doppie imposizioni fiscali dall’accordo sui capitali italiani detenuti in Svizzera, un accordo siglato proprio in questi giorni con il Governo tedesco, poiché oltre alla fuga dei capitali dobbiamo frenare la fuga delle imprese italiane che, in particolare dalla Lombardia, trasferiscono la loro sede nel Cantone Ticino.
E in assenza di accordi, ha concluso Narducci, è davvero difficile frenare tali fenomeni, che accrescono ancora di più le difficoltà economiche dell’Italia”.

Abbiamo tentato in ogni modo di trovare una soluzione che da un parte permettesse di risparmiare 22 milioni di euro e dall’altra costruisse una nuova legge sulla caccia capace di andare incontro alla sensibilità espressa attraverso i quesiti referendari, quella di un nuovo rispetto dell’ambiente e degli animali, e insieme a permettere una attività venatoria che aiuti l’equilibrio ambientale, come richiesto anche dalle associazioni animaliste e ambientaliste nazionali.
Non ce l’abbiamo fatta. La volontà oltranzista di Cota e della maggioranza in regione Piemonte, che avrebbe addirittura preferito andare al referendum per regolare una volta per tutte i conti con gli “anticaccia”, l’ha impedito. Il no alle nostre proposte ha partorito un ordine del giorno che ripropone di fatto la legge vigente con qualche minima modifica.
Abbiamo posto un dilemma particolarmente delicato: da una parte c’è il diritto di partecipazione della comunità piemontese alle decisioni legislative, attraverso un referendum legittimo. Dall’altra una situazione economica talmente grave da rendere particolarmente importante il tentativo di risparmiare 22 milioni.
Bisognava trovare una soluzione che traducesse in una nuova legge entrambe queste esigenze. La maggioranza ha utilizzato la necessità del risparmio per cancellare le ragioni e il diritto dei referendari. Per questo non potevamo che votare contro le scelte compiute dal centrodestra.

DICHIARAZIONE DI ALDO RESCHIGNA
PD VCO

Segnaliamo la manifestazione organizzata dal comitato Art. 38 del VCo sul tema dei pesantissimi tagli ai servi i sociali.
La manifestazione si svolgerà sabato 5 maggio alle ore 14.30 in piazza ranzoni a Verbania Intra.

Informazioni su Anzianidisabiliminori
Costituzione del “COMITATO Art. 38” – per la difesa dei Servizi Sociali
Art. 38 della Costituzione Italiana
Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha
diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.
I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle
loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia,
disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o
integrati dallo Stato.
L’assistenza privata è libera.

I cittadini riunitisi il 2 marzo 2012 a Gravellona Toce hanno deciso di costituire il “Comitato Art.38” con l’obiettivo di impegnarsi nella difesa e nello sviluppo dei Servizi Socio Assistenziali del VCO oggetto attualmente di pesanti ridimensionamenti a seguito delle scelte politiche a livello nazionale che hanno massicciamente ridotto i finanziamenti per questo settore della vita civile. Per il 2012 la Regione prevede (a quanto si è riusciti a sapere, informalmente, sino ad oggi) un finanziamento inferiore del 62% rispetto al 2011!
Le prime conseguenze pratiche saranno: meno assistenza e meno interventi per i cittadini in condizioni di difficoltà e perdita di posti di lavoro. Tutto questo non è accettabile e vìola, a nostro giudizio, in maniera evidente le Leggi e la Costituzione della Repubblica.

Il “Comitato” è composto da cittadini, lavoratrici e lavoratori dei Servizi sociali, dei CISS e delle Cooperative, da famigliari di assistiti e da cittadini utenti dei Servizi, da rappresentanti di Associazioni.

Il “Comitato Art.38” si relazionerà con tutte le istanze istituzionali, sociali e locali allo scopo di:

 Informare capillarmente sulla situazione dei Servizi sociali
 Coinvolgere il maggior numero di cittadini e di Istituzioni
 Coinvolgere e seguire gli Amministratori locali – Sindaci, Consiglieri regionali, Parlamentari e Amm.ri dei
CISS

Il “Comitato Art.38” si impegna per allargare il più possibile la rete di alleanze sul territorio, collegandosi anche a quelle realtà finora estranee al dibattito sui Servizi sociali. Ugualmente prenderà contatto con altre analoghe iniziative attivate in Piemonte che si battono per la difesa del sistema dei Servizi sociali pubblici.

Per raggiungere i propri obiettivi il “Comitato Art. 38” prenderà in esame ogni forma di comunicazione per dare visibilità al problema e al proprio agire nello spirito delle battaglie civili, nonviolente e convinte dell’efficacia del confronto. Chiede agli Organi di informazione un impegno particolare nel seguire il lavoro e le iniziative che verranno proposte.

Il “Comitato Art.38” nel condividere i punti esposti dai rappresentanti degli Enti gestori dei servizi Socio Assistenziali del Piemonte al sottosegretario al welfare, Prof.ssa Guerra, nel recente incontro tenutosi a Roma fa propria la seguente piattaforma:

1. Richiesta di ripristino urgente e completo dei finanziamenti statali (spazzati via con “tagli” dell’83% dal 2008 ad oggi!) al settore dei Servizi sociali rivolti alle famiglie, agli anziani, alle persone con disabilità, ai minori. Senza però togliere ad altri comparti del “sociale” (Scuola, Sanità etc.).
2. Richiesta di mantenere l’organizzazione attuale con la gestione affidata ai Consorzi dei Servizi sociali che ha dimostrato di ben funzionare negli ultimi 15 anni in Piemonte;
3. Richiesta che la Regione Piemonte si attivi finalmente, come altre Regioni hanno fatto, a livello di Governo centrale, per la difesa del settore ed il ripristino delle condizioni precedenti e garantisca i fondi necessari all’operatività piena di tutti i Servizi piemontesi.

ESORTIAMO I CITTADINI TUTTI A SOSTENERE IL “COMITATO ART. 38”, E A PORTARE IN OGNI SEDE I TEMI CHE TRATTIAMO. PER IMPEDIRE CHE DECENNI DI STUDI, DI LAVORO E DI CIVILTA’ VENGANO CANCELLATI DA DECISIONI POLITICHE INACCETTABILI E IRRESPONSABILI CHE CONDANNANO MIGLIAIA DI CITTADINI SVANTAGGIATI ALLA SOLITUDINE E ALL’ABBANDONO.
NOI NON CI STIAMO!

Con il voto unanime di tutta l’aula, è stato approvato l’emendamento alla legge finanziaria presentato dal gruppo PD che destina gli aumenti dei canoni idrici legati al prelievo per la produzione di energia a interventi di manutenzione e di cura forestale sul territorio.
Questa approvazione rappresenta la condizione per attivare i circa 8 milioni di euro necessari per rinnovare i contratti stagionali a 272 operai forestali in Piemonte che rischiavano di perdere il lavoro.
E’ una soluzione importante, perché conferma l’occupazione di quasi 300 persone, dando loro e alle loro famiglie una sicurezza per un altro anno. E’ importante anche perché questo permetterà di garantire i lavori di manutenzione e di cura degli alvei e delle sponde dei fiumi, dei sentieri e dei territori forestali e montani. Interventi indispensabile per cercare di arginare situazioni di dissesto idrogeologico che tanto costano alla comunità piemontese in termini di danni alluvionali sulle cose e talvolta, purtroppo, anche sulle persone. Bloccare il rinnovo di questi contratti e con essi i lavori conseguenti sarebbe stato davvero un segno di forte irresponsabilità.
UNA DICHIARAZIONE DI ALDO RESCHIGNA

Pagina 1 di 3312345102030...Ultima »