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maggio 2012
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Ieri il Consiglio regionale del Piemonte ha bocciato un emendamento che rifinanziava per il 2012 il fondo regionale per le aree montane e che avrebbe dato un po’ di respiro a tutti i comuni montani. Dopo quest’ennesimo taglio non si capisce quale sia il disegno complessivo della Regione o, meglio, ci sembra che l’unico intento [...] Leggi tutto
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la nuvola

In archivio per m’interessa…

La proposta dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale di eliminare i vitalizi dalla prossima legislatura è un punto di partenza importante, che non a caso abbiamo sottoscritto. E’ un primo passo, che ci auguriamo possa diventare legge prima di Natale.
Siamo però convinti che, di fronte alla pesante crisi di fiducia che la politica registra tra i cittadini, questo non esaurisca la necessità di una riflessione complessiva sul tema, avviata in Consiglio regionale con la nostra proposta di legge e la convocazione delle audizioni il prossimo 13 gennaio.
In quella sede, convinti che siano necessari atti concreti e immediati che aiutino a ricostruire un rapporto necessario per la vita democratica del paese, proporremo che l’abolizione dei vitalizi venga anticipata dalla fine della legislatura al prossimo anno.
Sarebbe il segno di una nuova responsabilità della politica, diversa da chi, come il presidente Cota, ha conquistato anche quest’anno il record negativo di presenze in Consiglio regionale, inferiori alle sue partecipazioni ai talk show televisivi nazionali.
Aldo Reschigna,
Presidente Gruppo Regionale PD

A distanza di oltre una settimana, dalla richiesta da parte del consigliere provinciale del PD Stefano Costa, di una convocazione delle commissioni consigliari interessate, in merito ad una urgente verifica sull’applicazione dei criteri di rilascio delle concessioni idroelettriche previsti nella delibera adottata dal consiglio provinciale lo scorso mese di giugno, non è pervenuta nessuna risposta.
Per questo il capogruppo consigliare provinciale del Partito Democratico, Giuseppe Grieco, ha presentato ieri pomeriggio una mozione urgente (in allegato) da discutere al prossimo consiglio provinciale in programma lunedì 19 dicembre.
Il criterio di urgenza è determinato dal fatto che oggi in calendario una seduta della conferenza dei servizi che avrà il compito di  valutare la fattibilità della centralina in Comune di Crevoladossola, il cui iter recente ha evidenziato, in modo palese, i difetti nell’applicazione dei criteri vigenti, che, nel caso specifico, consentono una ricaduta di beneficio pubblico su un comune non direttamente interessato né dall’ubicazione dell’impianto né dall’ubicazione dell’opera, e per il fatto che è stato rilasciato dagli uffici provinciali, nelle scorse settimane un rinnovo di concessione sino al 2031 ad un’azienda del gruppo Beltrame nonostante questa avesse chiuso, nei mesi scorsi, lo stabilimento ex sisma di Villadossola.
Qesta mozione chiede al Presidente della Provincia che, alla luce della situazione di conflittualità creatasi, si ponga come obbiettivo la ridefinizione dei criteri di rilascio di concessioni per nuove derivazioni idroelettriche o per il rinnovo di concessioni  in scadenza per evitare che si verifichino altri casi nei quali i benefici ricadano unicamente su società private senza beneficio alcuno per la collettività o ricadano su territori estranei a quelli interessati dall’opera.

PD VCO
Ufficio Stampa

Enrico MontaniQualcuno si aspetterà che questa frase scurrile sia stata proferita per un rigore non dato in una partito di calcio, o per qualche altro fatto da stadio. In effetti il calcio c’entra perché l’autorevole esponente protagonista di questo epiteto è il senatore leghista Enrico Montani “patron” del Verbania Calcio.
Peccato che non si sia lasciato andare allo stadio di Verbania, ma ieri al Senato della Repubblica, inviando questo insulto all’indirizzo o del Presidente del Consiglio Mario Monti o del Presidente del Senato Schifani (tra le più alte cariche dello Stato) che in quel momento stavano parlando.
Insulti che hanno portato ad una “Censura” da parte del presidente del Senato, Renato Schifani, al senatore della Lega: “Dal resoconto d’Aula – ha spiegato Schifani – risultano evidenti le espressioni pronunciate, che non riferisco in questa sede, rivolte nei confronti di questa presidenza”.
Ovviamente frase finita su tutte le prime pagine dei giornali e sui telegiornali nazionali. Triste esempio di cosa rimarrà di questi anni da Senatore di Montani.
Qualcuno si ricorderà di una sua proposta di legge, di un suo lavoro utile per il nostro territorio? Ovviamente no, però questa sua “cavernicola creatività” (“ma vai a ca..re, pagliaccio!”) ci rimarrà, indelebile, negli anni. Finalmente Montani ha lasciato il segno da Senatore.
E non a caso, probabilmente, questo suo gesto verrà premiato dal suo collega il sindaco Zacchera (quello che non si dimette da Onorevole nemmeno dopo le sentenze dei Tribunali) con un suo trionfale ingresso nella giunta della città di Verbania.

PD VCO
Ufficio Stampa

La proposta di legge della Giunta regionale per il riordino delle autonomie locali è inaccettabile perché distruggerebbe l’esperienza delle Comunità montane e dei Consorzi socioassistenziali senza sostituirli con qualcosa di  almeno altrettanto efficace.
Non si può pensare di improvvisare nuovi enti al posto di quelli cancellati senza tener conto degli aspetti positivi delle esperienze finora attuate.
La proposta della Giunta crea anche molte incertezze per il personale della Comunità montane. I 435 dipendenti andrebbero in una lista di mobilità cui dovrebbero attingere gli enti locali. Ma, in questa situazione di profonda crisi, quale Comune è in grado di assumere nuovi dipendenti?
Immaginare poi, come propone la Giunta Cota, di porre come limite i 15.000 abitanti in montagna e collina ed i 20.000 abitanti in pianura per la gestione delle politiche sociali non significa valorizzare i comuni, ma distruggere la possibilità che venga garantita adeguata protezione e tutela sociale a tutta la popolazione piemontese. Vi è il forte rischio che solo nelle aree urbane si garantiranno i servizi.
La nostra proposta di legge tende invece a una organizzazione dei poteri locali che salvi il valore dei municipi e delle piccole comunità locali, ma che nello stesso tempo spinga verso una gestione associata dei servizi. In questo senso va la proposta di trasformare le comunità montane in unioni montane di Comuni e di chiedere un analogo impegno alle comunità collinari.
Intendiamo anche salvaguardare le esperienze dei consorzi dei servizi sociali: sono 54 oggi in Piemonte, servono una popolazione che varia da 80.000 a 120.000 abitanti. Siamo per introdurre elementi di evoluzione e razionalizzazione, per valorizzare l’integrazione con i Distretti socio-sanitari, ma, a differenza della Giunta, non per destrutturare l’organizzazione esistente.
Come Gruppo Consiliare del PD in Regione avevamo presentato una mozione in aula con la quale chiedevamo alla Giunta regionale di proporre ricorso alla Corte Costituzionale contro l’art. 16 della manovra di agosto,  proprio quello sul riordino dei poteri locali, così come fatto non solo dalle Regioni di centrosinistra, ma dalla stessa regione Lombardia. La Giunta regionale e la maggioranza avevano votato contro la nostra richiesta.
Ora invece la Giunta regionale ha deciso di proporre ricorso alla Corte Costituzionale contro la norma contenuta nel decreto legge del Governo Monti che riguarda le province: prendiamo atto che ci sono due pesi e due misure e che le scelte della Giunta regionale sono fortemente influenzate non dalla tutela della comunità piemontese, ma dalla collocazione politica nazionale della Lega Nord.
Aldo Reschigna
Capogruppo PD in consiglio regionale

«Il sindaco vuole tagliare numero di assessori e indennità? L’avevamo sconsigliato, in ogni caso queste decisioni vanno concordate. Non dobbiamo leggerle sui giornali. A questo punto la Lega è pronta a uscire dalla giunta, se è il caso anche dalla maggioranza. Così Zacchera non avrà problemi ad accontentare il nuovo gruppo dei Popolari per l’Italia di domani». Enrico Montani, senatore leghista, è furibondo. Nei piani di Marco Zacchera, che a Verbania amministra con una coalizione di centrodestra, l’ex coordinatore provinciale del Carroccio avrebbe dovuto addirittura entrare in giunta nel rimpasto conseguente alle dimissioni di Roberta Mantovani, assessore del Pdl.
Uno schema semplice: dentro Montani fuori i leghisti Luigi Airoldi (presidente Saia) e Fabrizio Sottocornola. Con un avvicendamento su un’altra poltrona della giunta per fermarsi a quota otto. La tesi di Zacchera, condivisa dal gruppo Pdl: «Non possiamo chiedere sacrifici alla gente senza dare il buon esempio. Ma la Lega sembra non comprendere la necessità di dare una risposta concreta da parte dell’intera giunta, anche riducendo indenntià e numero di assessori». Apriti cielo. «Vogliono insegnare a noi l’etica della politica? – si chiede Montani -. Mi sembra che non ci sono più le condizioni per stare insieme. Non siamo noi quelli delle cadreghe, non ci interessano. Certe cose Zacchera poteva farle in An, partito che ha contribuito a radere al suolo o nel Pdl, dove sono ormai in uno stato confusionale. Noi abbiamo sempre fatto la nostra parte di alleati ma chiediamo che le nostre posizioni vengano rispettate. Prima di tutto ascoltandoci».
Zacchera, inoltre, entro il 14 gennaio dovrà scegliere tra l’incarico di sindaco e quello di deputato. Annunciando i tagli a giunta e indennità ha anticipato che entro Natale si dimetterà dalla Camera. Una misura che nulla c’entra, secondo l’opposizione che va dal Pd all’Italia dei valori, con il balletto della politica cittadina e tanto meno con la volontà di dare esempi virtuosi. «C’è una sentenza della Corte Costituzionale – dice Claudio Zanotti, ex sindaco Pd – che sancisce l’illegittimità del doppio incarico. L’abbiamo invitato a rispettarla, anche con un ordine del giorno che sarà discusso nel prossimo consiglio. E potrebbero votarlo anche molti della maggioranza».
Articolo La stampa 12.12.2011

Con lo slogan “Se non le donne chi? Mai più contro di noi, mai più senza di noi.” anche nel VCO le donne del gruppo “Se non ora quando?“organizzano un’iniziativa nella giornata di mobilitazione nazionale. www.senonoraquando.eu
Tutti le cittadine e i cittadini sono invitati ad un  incontro per informarsi ed informare sulle condizioni ed il ruolo sociale della donna come cittadina italiana. Il tutto presso il  Centro servizi volontariato, in vicolo facini 2 a Domodossola Domenica 11 dicembre 2011 dalle
ore 16.00 alle 18.00.
Clicca qui per scaricare il volantino 11 dicembre 2011 Domodossola, Se non ora quando (46)
Clicca qui per il collegamento alla pagina facebook del VCO
Un incontro che vuole aprire la strada ad una serie di appuntamenti sul territorio, in cui raccogliere le esperienze ed i contributi di cittadine/i e operatrici/tori con esperienza personale o professionale in ambiti molteplici, nei quali evidenziare e valorizzare il ruolo delle donne. L’incontro dell’11 dicembre coincide con l’appuntamento nazionale di tutti i gruppi e comitati Se Non Ora Quando? attivi nella Penisola -
con quest’iniziativa le donne del VCO vogliono dare segno di attenzione e partecipazione attiva alla vita sociale del Paese.”

Marco Zacchera

Il comunicato del PD: La durissima nota con la quale l’assessore Mantovani ha rassegnato le dimissioni esplicita in maniera addirittura imbarazzante le stesse ragioni di critica che la minoranza da due anni e mezzo solleva all’ Amministrazione Zacchera: la scelta -totalizzante e completamente sbagliata – del Centro Eventi, trascurando ogni altro aspetto della vita cittadina; l’incapacità di costruire rapporti positivi con le realtà associative cittadine, resa evidente dalla fallimentare gestione della “partita” del Museo del Paesaggio; la tracotanza di un sindaco che neppure di fronte al pronunciamento della Corte Costituzionale sull’illegittimità del “doppio incarico” rinuncia a mantenere la carica di sindaco e quella di parlamentare.
Zacchera perde un assessore al mese: ora staremo a vedere se anche Mantovani, come ha fatto a ottobre Parachini, azionerà il meccanismo della “porta girevole” in uso negli alberghi. E che dire del graduale sfaldamento del Gruppo consiliare del Pdl, che ha appena perso un altro componente a beneficio del Gruppo “Popolari Italia Domani”, peraltro fortemente critico verso la gestione Zacchera, come abbiamo avuto modo di sentire nell’ultima seduta di Consiglio Comunale?
Davvero il “cambiaverbania” di Zacchera non sta facendo mancare nulla alla città!
Claudio Zanotti, Angelo Rolla, Corrado De Ambrogi

Le dimissioni dell’assessore
L’assessore alle Politiche sociali del Comune di Verbania, Roberta Mantovani Didero, ha rassegnato oggi le proprie dimissioni irrevocabili dall’incarico nelle mani del sindaco on. Marco Zacchera. Per spiegare la sua scelta l’assessore ha rilasciato la seguente dichiarazione.
“Giunti alla metà del mandato amministrativo – dice Roberta Mantovani – ho sentito la necessità di fare il punto sul mio impegno da assessore. La mia decisione di impegnarmi nell’amministrazione comunale, infatti, non dipende da nessuna esigenza personale ma dal desiderio di operare concretamente per il bene della città, contribuendo al cambiamento, dopo 64 anni di un’altra amministrazione. Mi pare, invece, che l’amministrazione Zacchera abbia voluto concentrare la propria attenzione su un solo progetto, quello del Centro Eventi, che è certamente importante ma non può esaurire tutto l’arco dell’impegno amministrativo. La prima motivazione che mi aveva spinto a candidarmi era la volontà di migliorare la gestione del verde pubblico, dell’arredo urbano, insomma delle cose che più stanno a cuore ai comuni cittadini, in una città molto trascurata sotto questo aspetto. Pur riconoscendo le gravi difficoltà finanziarie che colpiscono tutti gli enti pubblici, debbo ammettere con rammarico che questa volontà di cambiamento non è ancora diventata una priorità del governo cittadino”.
“Nella mia valutazione c’è anche un giudizio negativo, più generale, sulle difficoltà della politica – prosegue Mantovani – a prescindere dal colore delle coalizioni che governano, ad attuare degli interventi concreti per venire incontro alle reali esigenze dei cittadini. Spesso ci si lancia in progetti avveniristici, senza riuscire a superare i problemi quotidiani, la cui soluzione consentirebbe ai cittadini di “riconciliarsi” con la città, di migliorare la vita sociale e di avere un ben diverso apprezzamento per i loro amministratori”.
“Un altro aspetto che mi ha indotto perplessità – continua Mantovani – è la gestione che è stata fatta della questione Museo del Paesaggio, un patrimonio culturale e artistico di grandissimo livello che la città dovrebbe tutelare e difendere con maggiore passione. Dopo l’abbandono dell’incarico da parte di Philippe Daverio, purtroppo non ho visto un forte impegno dell’amministrazione nel voler superare quelle resistenze al cambiamento che resistono all’interno dell’ente Museo. Sono profondamente delusa dal fatto che non si sia voluto prendere ancora una decisione risolutiva per il futuro del Museo, che è oggi completamente nel limbo, senza alcuna certezza e prospettiva”.
Infine, Roberta Mantovani sottolinea la sua perplessità per il fatto che “il sindaco Zacchera continui a dilazionare la scelta se occuparsi o meno a tempo pieno della città, lasciando l’incarico da parlamentare. Più volte il sindaco ha dichiarato di preferire il ruolo da sindaco, ma finora non ha dato seguito ai suoi intendimenti, scegliendo con nettezza, come ad esempio ha fatto il suo collega di Catania. Questa situazione di incertezza, contribuisce a una clima difficile nei rapporti di Giunta. Un contesto non piacevole per chi, come me ma non sono la sola, pratica la vita amministrativa senza secondi fini che non siano il bene della città. Meglio dunque lasciare l’incarico, essendo chiaro che mi dimetto perchè ho deciso io di farlo, senza alcuna pressione politica esterna, perché se la politica è un servizio, come l’ho sempre concepita, deve almeno consentire a chi la fa di poter esprimere i propri valori e la propria personalità”.

Roberto Cota uguale a Jean Claude (per sorridere.. si può?)

La scelta di Roberto Cota di andare a Vicenza al parlamento padano, domenica prossima, invece che all’incontro tra il presidente del Consiglio Monti e i presidenti delle Regioni, a Roma, è l’ennesimo segno del suo più totale disinteresse nei confronti del suo ruolo istituzionale e delle istanze della regione di cui è presidente e che dovrebbe rappresentare. Tra questo e il suo ruolo di esponente nazionale della Lega nord Cota ha scelto sempre quest’ultimo, e lo ha fatto ancora una volta, nonostante l’enorme importanza dell’appuntamento di domenica con il governo.
Ormai questo suo comportamento non è più tollerabile. Visto che il precedente governo ha tagliato pesantemente le risorse per il Piemonte, i soldi adesso a Cota li darà Bossi domenica a Vicenza o devono essere richiesti al presidente Monti a Roma?
Con tutto il rispetto per l’assessore Quaglia che lo sostituirà all’incontro con il governo, il suo disinteresse nei confronti del suo ruolo istituzionale e della comunità piemontese rasenta il ridicolo ed è un insulto verso tutti i cittadini della regione.

DICHIARAZIONE DI ALDO RESCHIGNA

Massimiliano Testore

Il Circolo del Partito Democratico di Domodossola, Trontano e Masera, PRESO ATTO del fatto che la Lega Nord ha presentato al Sindaco Cattrini, prima del consiglio comunale di Domodossola del 30.11.2011, l’esito di una raccolta firme contro la “costruzione di una moschea in Ossola”; evidenzia quanto segue:
-    la Lega, tentando di recuperare il consenso elettorale, perduto negli anni di pessimo governo nazionale e locale, si è esercitata nella sua peggiore caratteristica: quella di suscitare immotivati timori nei cittadini sollecitando inesistenti problemi ben lontani dalla realtà dell’Ossola;
-    la recente raccolta di firme è la dimostrazione della incapacità da parte della Lega di leggere, interpretare, comprendere ed affrontare le reali e attuali gravissime difficoltà che toccano i cittadini Ossolani e dell’Italia intera;
Il Circolo del Partito Democratico di Domodossola, Trontano e Masera, precisa che precisa che
-    non risulta esservi alcuna richiesta da parte di alcuna comunità religiosa di costruire templi di religioni diverse da quella cattolica nel territorio di Domodossola;
-    pertanto la questione suscitata dalla Lega è palesemente astratta e avulsa dal contesto cittadino;
-    nel merito, si deve comunque ricordare che la Costituzione della Repubblica garantisce la libertà di culto e pertanto l’azione della Lega si pone ancora un volta al di fuori dalla nostra Carta Fondamentale e dalle convenzioni internazionali che riconoscono i diritti inviolabili di tutte le persone;
-    infine merita un cenno il fatto che “proibire” il libero culto o comunque l’incontro alla luce del sole di qualunque comunità o minoranza non può che provocare segregazione, esclusione e difficoltà di integrazione, con drammatici rischi per la sicurezza e la civile convivenza.

Massimiliano Testore,
coordinatore circolo PD Domodososola

Domodossola, 01.12.2011

Aldo Reschigna

Quanto annunciato oggi dalla Giunta Cota a sindacati e autonomie locali conferma purtroppo come fosse reale il rischio che avevamo denunciato la settimana scorsa.
Con la conferma di una riduzione degli impegni di oltre 10 milioni di euro sui 160 previsti nell’accordo siglato solo lo scorso luglio – che già risentiva pesantemente dei tagli provocati dalla manovra Tremonti – la Giunta Cota ha dimostrato la sua inaffidabilità. Neanche le intese che firma é in grado di mantenere.
Questa ultima riduzione di risorse colpisce in particolare gli interventi per le famiglie, gli anziani non autosufficienti e i malati di mente, insieme con gli enti gestori dell’area metropolitana che erano stati particolarmente colpiti dai tagli precedenti.
Con questo ulteriore taglio Cota si assume la responsabilità gravissima di mettere i consorzi socioassistenziali in una condizione molto difficile, sull’orlo del tracollo finanziario. Non è infatti più possibile per i Comuni e gli enti gestori fare variazioni di bilancio che compensino i mancati introiti.
Questa è una ulteriore dimostrazione che agli impegni e alle promesse la Giunta regionale non é in grado di far seguire i fatti.
Stupisce infine che all’incontro di oggi con le parti sociali e le associazioni degli enti locali, in un momento così delicato per il sistema del welfare Piemonte, fosse assente l’assessore all’assistenza Monferino. Non è questo il modo di onorare la nuova delega, che a questo punto auspichiamo non sia solo un’attribuzione formale.

Dichiarazione di Aldo Reschigna

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